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Bambini disabili seguiti da remoto

Emergenza per le fragilità. I 900 bambini da ‘La nostra famiglia’ non possono più recarsi nelle sedi per le terapie. L’Associazione si è subito attivata, fornendo aiuti al telefono e sul web

Bambini disabili seguiti da remoto

Per i 900 bambini e ragazzi che vedono nell’Associazione ‘La nostra famiglia’ di Pasian di Prato e San Vito al Tagliamento un punto di riferimento fondamentale per la loro vita, i provvedimenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza sono stati peggio del coronavirus. Le sedi, infatti, sono state chiuse. Soltanto una cinquantina di bambini con patologie ‘meno gravi’, che si recavano in sede in ‘forma ambulatoriale’, sono tuttora seguiti, in caso di urgenze, telefonicamente. I 67 pazienti diurni, ossia quelli che erano seguiti quotidianamente sia nelle terapie riabilitative, sia nella didattica, certificati con la 104 del 1992, rientrano nel nuovo piano di lavoro studiato ad hoc.

“Non dare aiuto ai bambini particolarmente fragili e alle loro famiglie – spiega Tiziana Scaccabarozzi, direttrice generale regionale della Nostra Famiglia – sarebbe stato venir meno alla nostra missione. Al momento facciamo tutto quello che possiamo da lontano fino al 3 aprile, ma siamo consapevoli che la sospensione si prolungherà ben oltre. Per questo abbiamo già chiesto alle Aziende sanitarie di fornirci indicazioni su come procedere almeno fino a maggio. Lo dobbiamo anche a tutti i genitori che ogni giorno ci chiamano, per ringraziarci di quello che stiamo facendo”.


Le sedi hanno provveduto a elaborare un piano di lavoro specifico, per accompagnare i bambini, e specialmente le loro famiglie, dando loro supporto con interventi di aiuto e di sostegno in questo tempo di emergenza Coronavirus. “Le famiglie – spiega la direttrice - vengono contattate per comunicare loro che siamo disponibili per “monitoraggio e supporto a distanza”. Si utilizza in via prevalente il contatto telefonico, ossia il personale medico contatta gli utenti per il monitoraggio psicofarmacologico, clinico, gli utenti con fragilità emotive e le famiglie che necessitano di supporto, soprattutto dove ci sono figli con problematiche comportamentali importanti. Il personale educativo è impegnato a consigliare attività che i famigliari possono proporre al bambino, per mantenere routine e ridurre i rischi di attivazione di comportamenti disfunzionali”.

In particolare è attivo un servizio di tele-riabilitazione. “I nostri operatori – spiega Scaccabarozzi – si collegano via web e mostrano a bambini e genitori gli esercizi che possono continuare a fare a casa. Inoltre, inviamo via mail autocertificazioni che attestano la necessità, dimostrata da ‘La nostra famiglia’, per i ragazzi più fragili di poter fare passeggiate all’aperto accompagnati. I genitori ci hanno raccontato che i nostri bambini sono così abituati a venire in sede ogni giorno, che, per non interrompere la routine, la mamma o il papà hanno continuato per il primo periodo ad accompagnarli alla fermata del nostro pulmino. La situazione è tragica, anche perché ancora non si vede la luce”.

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