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Binari diversi per istruzione e lavoro

Scadrà il 31 gennaio il termine per scegliere on line l'indirizzo dell'istituto che dovrà dare la formazione giusta per affrontare il futuro.

Binari diversi per istruzione e lavoro

E' meglio avere un figlio laureato, ma senza occupazione, o un operaio specializzato, subito inserito nel mercato del lavoro?
Visti i risultati emersi dalla classifica di Edusopio, progetto della Fondazione Agnelli, fondamentale bussola per guidare gli studenti e le loro famiglie nella scelta dell’indirizzo giusto, ragazzi e genitori non hanno ancora le idee chiare.
Nonostante il fatto che i licei non preparino all’immediato ingresso nel mondo del lavoro, o comunque lo ritardino, visto il passaggio quasi obbligatorio all’università, questi indirizzi battono comunque tutti nelle preferenze.
Mancano pochi giorni, il termine è il 31 gennaio, infatti, all’iscrizione alla scuola superiore. Una decisione che determinerà il futuro dei ragazzi e dei loro genitori. E ancora una volta  il liceo classico Stellini di Udine si piazza al primo posto della classifica di Eduscopio per la capacità di preparare alla carriera universitaria, con i suoi quasi 80 punti. Restando a Udine, 80 punti pieni per lo scientifico Marinelli. Solo 62 per il tecnico commerciale Zanon e per il Marinoni, ex geometri. Non tocca il podio dei 60 punti il tecnico industriale Malignani, oggi anche liceo scientifico senza latino.

La storia del Friuli-Venezia Giulia si conferma così ancora quella di una regione che non riesce a rispondere alla domanda del mercato del lavoro.
In base agli ultimi dati delsistema informativo Excelsior di Unioncamere, il 43 per cento delle 9.500 assunzioni previste a gennaio non andrà a buon fine. Il lavoro c’è, ma mancano le persone in grado di prenderselo.
La percentuale della nostra regione è la peggiore d’Italia, dato che la media nazionale oscilla intorno al 33 per cento, mentre il vicinissimo Veneto e il Trentino- alto Adige si attestano sul 38 per cento.
Se si guarda al futuro, si può già prevedere che dei quasi 25mila posti disponibili da qui a marzo, per 10mila non si troverà la figura giusta.  
Il problema è annoso. Il mondo dell’istruzione e formazione e quello del lavoro non viaggiano nella stessa direzione. L’economia e le aziende hanno una domanda alla quale i nostri giovani non solo non possono rispondere, ma alla quale nemmeno l’Università si avvicina, dato che i percorsi formativi esistenti non sfornano gli esperti che le aziende richiedono.
Senza contare che da una recente indagine dell’Università friulana, di cui avevamo già parlato nel nostro settimanale, emerge che il 40 per cento dei laureandi ha già la valigia pronta per ‘fuggire’ all’estero.
Da una parte non ci sono abbastanza diplomati specializzati e pronti a entrare nel mondo del lavoro, dall’altra le nostre aziende non riescono ad attirare le figure con i più alti titoli di studio.
Con questo scenario la scelta della scuola superiore anche in vista di una futura carriera universitaria è ancora più determinante.

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