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Continua la moria di Caretta Caretta nell'Alto Adriatico

Segnalate 16 tartarughe morte negli ultimi tre giorni. Gli ultimi due ritrovamenti questa mattina a Lignano

Continua la moria di Caretta Caretta nell\u0027Alto Adriatico

Questa mattina altre due tartarughe Caretta Caretta sono state trovate morte spiaggiate a Lignano Sabbiadoro; la prima sull'arenile dell'ufficio 18, la seconda sulla spiaggia Bella Italia.

Il numero degli avvistamenti e delle carcasse recuperate in laguna negli ultimi tre giorni cresce di ora in ora e alimenta sempre di più i dubbi e i misteri sulle cause di questi improvvisi decessi che stanno colpendo la specie nelle acque dell'Alto Adriatico.

Solo negli ultimi tre giorni, tra Trieste e Eraclea, sono ben 16 gli esemplari recuperati senza vita. Una carcassa è stata rinvenuta al porticiolo di Grignano a Mare a Trieste, 4 a Grado, 3 a Lignano Sabbiadoro, 6 a Bibione e 2 ad Eraclea. Escludendo un 17imo esemplare recuperato ieri mattina ancora in vita, ma ferito, stranamente nessun corpo presenta segni di ferimenti o cause che possano far comprendere il motivo dell'improvvisa decesso. A fornire maggiori chiarimenti ai biologi saranno le autopsie che nei prossimi giorni saranno effettuate dall'Unità operativa diagnostica della clinica di Basaldella e dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie presente Padova.

Al momento non si può escludere che a minacciare la specie, protetta a livello comunitario e considerata in via di estinzione in tutto il Mediterraneo, sia un'infezione causata da un agente patogeno killer, lo stesso che potrebbe aver causato nel 2013 la morte di circa 200 individui nelle acque tra l'Abruzzo e la Puglia. Lo stesso batterio sarebbe stato inoltre rilevato da una biopsia, non molti mesi fa, su un altro esemplare trovato privo di vita a inizio estate.

Il mistero delle tartarughe Caretta Caretta non coinvolge solo i biologi e i veterinari. In Friuli Venezia Giulia è il Movimento 5 Stelle a chiedere risposte. Mercoledì mattina, i consiglieri Ilaria Dal Zovo e Cristian Sergo faranno un'interrogazione in Consiglio regionale sul tema. I pentastellati chiederanno alla Regione di verificare se esistono correlazioni con i ritrovamenti di Escherichia Coli trovati oltre i limiti di legge in alcuni molluschi, tanto da imporre il divieto di raccolta a Lignano a Muggia.

A rasserenare gli animi è Maurizio Spoto, direttore dell'Area Marina protetta di Miramare. Sebbene in assenza di analisi e di dati certi, secondo l'esperto non ci sarebbero ancora i presupposti per gridare all'allarme. Questo è il periodo in cui generalmente si ha il picco massimo di spiaggiamenti e coincide con il viaggio che i branchi di tartarughe effettuano verso sud, alla ricerca di temperature più miti.

“Può sembrare un dato drammatico - spiega il direttore - ma il numero dei morti ritrovati va comunque rapportato con la popolazione delle tartarughe marine, che oggi si aggira intorno alle 30 mila unità nel solo Mar Adriatico. Sicuramente qualcosa ha causato la morte di un branco di questi esemplari in viaggio. Potrebbero essere statu un agente esterno, o una serie fattori di difficile verifica come l'inquinamento marino, o la pesca a strascico. Ma non è escluso che le testuggini possano aver trovato la morte in Dalmazia e possano poi essere state portate verso nord est dalla corrente marina”.

 

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