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Contributi a fondo perduto per il recupero del patrimonio lagunare

Il comune di Grado stanzia 200mila euro di contributi

Contributi a fondo perduto per il recupero del patrimonio lagunare

Dal 19 agosto e fino alle ì 12 del 30 settembre 2019 sarà possibile presentare le domande al Comune di Grado per l’assegnazione di contributi a fondo perduto tendenti al recupero del patrimonio lagunare.

In favore dei concessionari di mote e casoni sono stati stanziati 200mila euro: la selezione darà luogo ad una graduatoria a scorrimento fino ad esaurimento delle domande, con eventuali nuovi stanziamenti. L’idea è quella di finanziare in futuro questo capitolo anche con i proventi derivanti dalle licenze della pesca nella laguna di Grado, che oggi ammontano ad oltre 240 contro le 4 dell’anno scorso.
Con questo bando ci poniamo l’obiettivo di realizzare un pozzo artesiano per ogni mota. L'acqua prima di tutto quale condizione indispensabile per giungere ad un progressivo recupero del patrimonio lagunare” dichiara il Sindaco di Grado, Dario Raugna. “Anche il secondo bando per l’assegnazione di mote e casoni è andato a buon fine, tutte le concessioni infatti sono state assegnate. È un grande risultato considerato che con le precedenti amministrazioni i bandi di assegnazione erano andati deserti e anche quelli per i contributi, come ottimi risultati sta dando il nuovo regolamento con l’ereditarietà in vita della concessione che ha portato a diverse domande in tal senso, segno che era un’esigenza molto sentita”.

Tra gli interventi ammessi a contributo vi sono, ad esempio, l’esecuzione di un pozzo artesiano, l’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici; la realizzazione di tettoie, il trasporto di materiali con chiatta; l’eliminazione di barriere architettoniche (pontili, passerelle, attraversamenti, ecc); il rifacimento copertura materiale tradizionale, etc.

Sono ammesse richieste di contributo presentate da un unico concessionario/assegnatario anche per più interventi, in ogni caso il limite massimo del contributo non potrà comunque superare la misura complessiva di 15mila euro.

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