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Drastica frenata, se l’è cavata solo chi lavora in studio

Gianni Biasin, vicepresidente della Cooperativa Esibirsi, per far comprendere quanto sia complicata la situazione fornisce i numeri

Drastica frenata, se l’è cavata solo chi lavora in studio

Gianni Biasin, vicepresidente della Cooperativa Esibirsi, la più importante del settore in Italia per numero di artisti associati (4.200), per far comprendere quanto sia complicata la situazione fornisce subito un dato: “L’anno scorso il nostro fatturato è stato del 50% rispetto al 2019 ed è direttamente correlato al lavoro dei soci. Fondata nel 2002, la cooperativa è stata quasi costretta a cambiare il tipo di servizio fornito agli associati: “Prima ci concentravamo sulla parte fiscale e contributiva - conferma Biasin -, ma nel corso del 2020 ci siamo dovuti focalizzare molto su consulenza e rappresentanza dei nostri soci nei confronti delle istituzioni, aggiornandoli su quello che potevano fare e informandoli sui vari Dpcm e provvedimenti, oltre a fornire loro indicazioni su come ottenere, quando possibile, indennità e ristori. In pratica siamo divenuti, nostro malgrado, una sorta di rappresentanza sindacale, per tentare di dar loro una mano”.


Il fatturato non è calato ulteriormente solo perché il periodo estivo ha permesso ai soci di lavorare a partire da luglio. “Ha potuto lavorare un po’ nei mesi successivi al lockdown chi è impegnato nella musica d’ascolto tipo piano bar, ma poi - spiega Biasin - le nuove restrizioni hanno limitato molto anche questa possibilità. Chi lavora in studio invece ha continuato a operare che si tratti di speaker radiofonici, doppiatori o altre figure, mentre sul versante delle feste private, inclusi i matrimoni, il calo è stato drastico. Avevamo anche artisti che avrebbero dovuto esibirsi in occasione di eventi internazionali poi saltati e quindi è stato decisamente un anno da dimenticare. Speriamo che anche la Regione Fvg, che ringraziamo per quanto ha già fatto, possa dare una mano agli artisti con ristori ad hoc per i lavoratori dello spettacolo, come già fato nel vicino Veneto, dove hanno stanziato mille euro per ogni lavoratore del settore sulla base dei dati forniti dall’Inps”. E proprio mentre parlavamo con Biasin, la Regione ha comunicato che, dal primo marzo, i lavoratori dello spettacolo potranno chiedere ristori.

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