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Ecco il responso del Pignarul Grant di Tarcento

Rinviato a questo pomeriggio il tradizionale falò epifanico. "Fumo a sud, anno duro ma migliorerà da Pasqua"

Ecco il responso del Pignarul Grant di Tarcento

Accesi alle 18 in punto in tutta la Conca tarcentina i dieci fuochi epifanici, rimandati quest'anno a causa delle disposizioni anti-covid che vedevano il Fvg in zona rossa il 6 gennaio.

Tradizione rispettata, dunque, anche se posticipata di qualche giorno. La celebrazione, dalle origini antichissime, purificatorie e propiziatorie, è iniziata con una suggestiva fiaccolata, seguida da un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del Coronavirus.

Appena si sono alzate le fiamme e la grande pira epifanica - realizzata dagli alpini di fronte al Castellaccio - ha iniziato a sprigionare calore e fumo, è arrivato l'atteso responso per il 2021 del Vecchio Venerando.

"Miglioramenti ci saranno solo dopo Pasqua" ha spiegato il vaticinatore Giordano Marsiglio. "Avremo ancora qualcosa da patire, circa mezzo anno, ma inizieremo a uscirne dopo Pasqua. Marzo sarà un mese più difficile rispetto a quello dello scorso anno. La gente, però, deve iniziare ad aiutarsi di più", ha sottolineato il saggio. "Bisogna pensare in particolar modo ai giovani, che hanno bisogno di essere aiutati e acculturati. Biosgna aiutarsi a vicenda".

L'evento si è svolto in assenza del pubblico e nel rispetto di tutte le normative vigenti. Oltre alla stampa accreditata e al presidente della Pro Loco, Nazareno Orsini, erano presenti anche alcune autorità, tra le quali il sindaco di Tarcento Mauro Steccati, il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Piero Mauro Zanin e il consigliere regionale Edi Morandini.

"Il falò del Pignarul Grant come un fuoco rigeneratore che richiami tutta la comunità regionale all'etica della responsabilità". Così Zanin ha riassunto il significato dell'evento organizzato a Tarcento. Un Pignarul in versione ridotta, senza pubblico e preceduto da una mini-fiaccolata, ma dal forte valore simbolico, perché questa volta a "bruciare" era l'anno più difficile dai tempi del terremoto.

"Speriamo che questo fuoco - ha detto Zanin - rappresenti la luce dopo la tenebre della pandemia. Di sicuro è un richiamo etico per tutti i cittadini, e in modo particolare per chi fa politica: dopo il secondo conflitto mondiale e il terremoto, siamo chiamati a una terza ripartenza e dobbiamo dare risposte immediate, sicurezza e speranza alla nostra gente. E' una grande responsabilità - ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio regionale - gestire bene i fondi che arriveranno, a vantaggio di famiglie, imprese e lavoratori".

Zanin ha giudicato "toccante" il minuto di silenzio che ha preceduto l'accensione del falò per ricordare le vittime della pandemia nell'anno appena concluso. "Lo abbiamo dedicato - ha aggiunto il presidente - anche ai tanti che nei mesi più difficili hanno fatto la loro parte fino in fondo, a volte fino alle estreme conseguenze, e mi riferisco in particolare al personale sanitario e alle forze dell'ordine. Il loro comportamento è una spinta morale che dobbiamo recuperare anche oggi. E ogni cittadino è chiamato a fare la sua parte, in una grande alleanza, come un corpo unico composto da tante membra".

"Le sfide che abbiamo davanti - ha sottolineato ancora Zanin - sono impegnative, a partire dall'inverno demografico e dalla necessità di costruire un'economia che abbia una valenza sociale e non lasci indietro nessuno. Io sono convinto - conclude - che le energie morali che questa regione ha dentro di sé ci consentiranno di guardare con fiducia all'anno nuovo,: dobbiamo lasciarci alle spalle la pandemia e cominciare a costruire il Friuli dei prossimi 20-30 anni, con una visione ampia che guardi alla regione del 2050".

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