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Eletta la terna di nomi per il ruolo di Decano di Ronchi-Monfalcone-Duino

Assemblea ieri sera a Monfalcone. Scelti Zuttion, Boscarol e Zanetti

Eletta la terna di nomi per il ruolo di Decano di Ronchi-Monfalcone-Duino

L’assemblea chiamata a decidere sulla terna di nomi da proporre all’arcivescovo per la nomina del nuovo decano di Ronchi-Monfalcone-Duino ha deciso. Sono don Paolo Zuttion, eletto con 19 voti, don Renzo Boscarol, decano uscente con 18 voti, e don Flavio Zanetti, con 13 voti, i tre che monsignor Redaelli potrà scegliere per guidare, per i prossimi cinque anni, un decanato molto importante all’interno della realtà diocesana di Gorizia. Rispettivamente parroci di Staranzano, Ronchi e Monfalcone, i tre sacerdoti più votati, dunque, cui segue, con ben 11 preferenze, don Francesco Fragiacomo, parroco di San Canzian d’Isonzo, Pieris e Turriaco. A determinare la terna un’apposita assemblea convocata nella sala principale dell’oratorio parrocchiale dei Santi Nicolò e Paolo a Monfalcone. A votare, infatti, sono infatti non solo i sacerdoti ma tutti i consacrati, diaconi e frati compresi, assieme ad un rappresentante per consiglio pastorale parrocchiale, designato dal parroco stesso.

A stilare un bilancio è stato il decano uscente, don Boscarol, che ha riconosciuto le difficoltà di un decanato che, al suo interno, presenta numerose peculiarità, diversità e, spesso, mancanze ma nel quale si continua a lavorare. “Ci vuole la pazienza di lavorare insieme”, ha spiegato don Renzo, “integrando quanto fatto nelle varie comunità, seguendo la vita delle varie comunità e cercando di partecipare ai numerosi momenti di aggiornamento e riflessione che, spesso, vengono proposti”. “La parrocchia”, ha proseguito don Renzo, “dal suo particolare ci apre alla Diocesi ed al mondo. Salvaguardare la parrocchialità significa anche apertura e disponibilità nei confronti degli altri” e verso un Mondo che cambia “ma che, come sta cambiando, non possiamo tollerare e nemmeno adattarci alla realtà della ferocia che ci circonda”. Monito ai cristiani presenti, specialmente ai laici, ma anche alle numerose figure sacerdotali presenti.

Tra i punti principali e di confronto anche alcuni aspetti positivi degli ultimi cinque anni, come la visita di Papa Francesco a Redipuglia, l’apertura dell’emporio della solidarietà a Monfalcone, le numerose iniziative Caritas e l’apertura della redazione decanale all’interno delle pagine del settimanale diocesano Voce Isontina, lavoro portato avanti da un lustro grazie anche al supporto del direttore Mauro Ungaro, dal giovane giornalista Salvatore Ferrara e che, ogni settimana, porta tra le case dei cattolici e non solo la cronaca delle varie parrocchie assieme a numerosi approfondimenti culturali e di società.

Tempo ora, dunque, agli altri decanati per dare ognuno le proprie terne e, nel breve periodo, si saprà il responso dell’Arcivescovo che nominerà i rappresentanti di ognuno dei cinque decanati per i prossimi cinque anni. Un compito importante, come sottolineato anche dal cancelliere diocesano, don Ignazio Sudoso, presente alla serata, per una figura che non solo deve soprintendere ai lavori e alla dignità di ogni parrocchia ma anche garantire le funzioni religiose e le necessità dei vari sacerdoti, oltre che fare da collante tra le varie realtà, ancora più marcate, come detto, per il decanato che da Fogliano arriva a San Pelagio sul Carso Triestino.

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