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Emergenza Covid, Arci Servizio Civile riparte con 50 giovani

I ragazzi si sono adattati a nuove forme di lavoro a casa, smart o trovando soluzioni creative per svolgere le azioni di solidarietà e cittadinanza attiva in sicurezza

Emergenza Covid, Arci Servizio Civile riparte con 50 giovani

Nonostante l’emergenza Covid 19 abbia imposto la temporanea sospensione di tutti i progetti 50 operatori volontari di Arci Servizio Civile sono ad oggi in servizio. La gestione di quest'emergenza sta facendo sperimentare una elasticità, inedita per il Servizio Civile, che dimostra come più margini di azione potrebbero consentire, anche in situazioni normali, una maggiore agibilità sui territori nel lavoro con il terzo settore locale e le pubbliche amministrazioni a beneficio delle comunità e rispondente alle più generali politiche pubbliche di intervento. Nel dettaglio i giovani di Arci Servizio Civile (dai 18 ai 28 anni) si sono adattati a nuove forme di lavoro a casa, smart o trovando soluzioni creative per svolgere quanto più possibile le azioni di solidarietà e cittadinanza attiva in sicurezza pensate prima dell’emergenza sanitaria o venendo incontro ai nuovi bisogni dettati dall’epidemia virale.

Nei comuni del carso triestino Sgonico-Zgonik, Monrupino-Repen e San Dorligo della Valle-Dolina le 4 giovani sono attive principalmente nelle biblioteche e in un progetto Interreg Italia-Slovenia, a Muggia i volontari collaborano con l’Ufficio Stampa del Comune mentre nella pedemonana pordenonese, a Pinzano al Tagliamento, le operatrici volontarie hanno proposto sfide, attività, storie per bambini, “aggregazione a distanza” attraverso le pagine facebook e instagram e nella bassa friulana, a Muzzana del Turgnano, hanno supportato le azioni legate all’emergenza attuale. Sono riprese in tutta la Regione grazie ai giovani volontari anche le attività legate all’ambiente e alla sua tutela con videoconferenze, seminari e corsi on line promossi da Legambiente, Aiab e alcune fattorie didattiche.


Anche i progetti che si occupano di inclusione e disabilità hanno raccolto la sfida dell’emergenza mettendo in campo nuove idee e sperimentali metodi di relazione, anche attraverso le nuove tecnologie: gli operatori volontari di Oltre quella Sedia, con il Progetto “Spazio Aperto”. in remoto da casa sono stati inseriti in una programmazione in cui erano presenti in videochiamata per sviluppare azioni con i protagonisti di autonomia domestica, espressività, musica, teatro, condivisioni, yoga, e simili, e hanno attivato degli interventi sul territorio andando sotto casa di alcuni protagonisti per fare una passeggiata assieme a loro con mascherine e mantenendo la distanza di sicurezza richiesta, mentre i giovani nel progetto “Giovani in primo piano” del Cest hanno continuato a svolgere il loro lavoro da remoto, con collegamenti via Skype con i ragazzi e con progetti personalizzati. Anche gli operatori volontari della comunità slovena hanno ripreso servizio rimodulando le iniziative previste a breve aggiornando la pagina internet e curando la rassegna stampa e la promozione delle attività sui social network.

I progetti culturali di Arci Servizio Civile regionale procedono costruendo percorsi legati al territorio e all’ente di attuazione, svolgendo parte del lavoro di ricerca e studio previsto dai loro progetti e per quanto possibile, continuando a seguire le attività in semi presenza. Hanno ripreso infatti anche i volontari all’Università Popolare, Teatro Miela, Scuola di Musica 55. E’ partita l’attività di raccolta dati per la mappa interattiva dei luoghi della memoria a Trieste e provincia nell’ambito del progetto nazionale di Arci Servizio Civile “La memoria dalle storie locali all’educazione alla pace” e il lavoro del progetto “Edizione Straordinaria” per studiare modalità di costruzione di un questionario da rivolgere ai giovani della regione, per sondarne aspetti della vita quotidiana, interessi, modalità di aggregazione, ecc.

I quattro volontari del progetto “Culture senza confini”, a causa del lockdown, non hanno potuto invece raggiungere le proprie sedi estere, a Capodistria (Slovenia) e a Fiume (Croazia) e prestano quindi servizio da remoto, intrattenendo settimanalmente rapporti con gli Olp esteri. Entrambe le sedi, infatti, fanno uso di videochiamate per spiegare agli operatori le attività da svolgere e per presentare la loro realtà. E’ in fase di verifica a breve infine la ripresa a breve dei progetti di servizio civile solidale rivolti ai giovani dai 16 ai 18 anni che vede coinvolta Arci Servizio Civile con ben 37 volontari su tutto il territorio regionale. Arci Servizio Civile, associazione di promozione sociale, è la più grande associazione di scopo italiana dedicata esclusivamente al servizio civile. 

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