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Enrico Allaria si aggiudica il Fel Prize 2019

Enrico Allaria si aggiudica il Fel Prize 2019

Si tratta del più importante riconoscimento al mondo per i fisici delle macchine che lavorano nel campo dei laser a elettroni liberi

Enrico Allaria è il vincitore del FEL Prize 2019, il più importante riconoscimento al mondo per i fisici delle macchine che lavorano nel campo dei laser a elettroni liberi. Il premio, assegnato ogni due anni, è stato consegnato ad Amburgo in occasione dell'International Free Electron Laser Conference (FEL 2019). Allaria ha fatto parte fin dall'inizio del team che ha progettato e commissionato FERMI, il Free Electron Laser attivo nell’Area Science Park di Trieste dal 2011, dove coordina le attività di sviluppo delle macchine. La sua straordinaria conoscenza del settore, le sue idee innovative, la passione e la dedizione che ha sempre dimostrato sono state riconosciute dal Comitato del Premio.

L’International Free Electron Laser Conference, organizzata quest’anno dai due laboratori di Amburgo, DESY ed European XFEL, ha raccolto 400 esperti di laser ad elettroni liberi provenienti da università e laboratori di ricerca di tutto il mondo per discutere sulla scienza e la tecnologia di questo tipo di sorgenti e contribuire al loro continuo sviluppo e miglioramento. Nell’ultimo decennio le sorgenti ai raggi X basate sul principio del FEL hanno aperto numerose possibilità scientifiche nel campo della fisica, della chimica e della biologia, portando ad un investimento sempre maggiore nel settore da parte dei maggiori paesi industrializzati. Ad oggi USA, Giappone, Corea, Germania, Svizzera e Italia sono i Paesi che possono vantare sorgenti a disposizione delle comunità scientifiche, mentre la Cina ha ambiziosi programmi che presto la porteranno al passo degli altri.

Il “FEL prize” è attribuito a quegli scienziati che abbiano dato un contributo importante allo sviluppo della scienza e della tecnologia del settore. Quest’anno il comitato di valutazione del premio che raccoglie i massimi esperti, ha riconosciuto il contributo di Enrico Allaria nello sviluppo di sorgenti FEL coerenti e di nuovi metodi di funzionamento che ne allargano le potenzialità. Tra l’altro, di recente Allaria, insieme ad altri ricercatori, ha pubblicato su Nature Photonics i risultati dell’esperimento “Echo Enabled Harmonic Generation”, volto a migliorare le performance e dei Free Electron Laser (vedi scheda allegata). «Grazie a questo esperimento abbiamo dimostrato la validità di un nuovo metodo per far funzionare i laser a elettroni liberi con la generazione di impulsi altamente coerenti, superando il limite precedente che ci obbligava a lavorare solo su determinate lunghezze d'onda - spiega Aliaría -. Oggi Fermi è l'unico laser al mondo che utilizza un metodo di "seeding" per cui un segnale esterno viene iniettato all'interno del laser per permettere la generazione di impulsi di luce coerenti, ossia ordinati e prevedibili. Ciò consente di portare avanti esperimenti che negli altri Fel non si potrebbero realizzare: per questo scienziati provenienti da tutto il pianeta vengono a lavorare qui».

Al pari di Enrico Allaria altri due scienziati sono stati premiati durante la stessa edizione della conferenza per gli studi fatti su argomenti affini, ovvero Alex Lumpkin dei laboratori Argonne/Fermilab (USA) e Gennady Stupakov dello SLAC (USA). Il comitato riconosce inoltre un ulteriore premio dedicato ai giovani ricercatori (con età inferiore ai 35 anni) che quest’anno è stato assegnato a Chao Feng (Shangai, China) e Joe Duris (Menlo Park, USA).

Il FEL prize ad Enrico Allaria non è il primo riconoscimento ricercatori che abbiano lavorato a FERMI presso Elettra Sincrotrone Trieste. Già nel 2013 per i suoi studi, Luca Giannessi (direttore di macchina di FERMI) risultò vincitore. Nel 2014 il premio fu assegnato a William Fawley, che ha collaborato al progetto FERMI sin dalle prime fasi di progetto. A riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto a FERMI e anche della capacità di formare le nuove generazioni, durante la conferenza del 2017 il riconoscimento per i giovani venne attributo a Eleonore Roussel ed Eugenio Ferrari, che allora lavoravano nel team di FERMI.

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