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Il catechismo non può essere ‘virtuale’

Le catechiste più sensibili hanno potuto mantenere i contatti soprattutto coi bambini più piccoli via whatsapp

Il catechismo non può essere ‘virtuale’

All’inizio della pandemia, quando le messe non si sono più potute celebrare in presenza dei parrocchiani, don Andrea Vena, parroco di Bibione, ha intrapreso un’iniziativa per stare accanto ai propri fedeli senza violare le misure anti contagio in atto. Il sacerdote aveva, infatti, reintrodotto l’usanza della Madonna Pellegrina, portando in giro per le vie del paese a bordo di una Apecar l’effige di Maria. “Vista la gravità del momento che stiamo vivendo – aveva spiegato don Andrea – mi è sembrato giusto trovare un modo di stare vicino ai fedeli, soprattutto agli anziani, che non possono più venire a pregare in chiesa”.
L’annuncio dell’iniziativa e l’itinerario previsto erano stati pubblicati sul profilo Facebook del parroco. Tra le iniziative innovative messe in atto in quelle difficili settimane, il sacerdote aveva anche impostato dirette Facebook per la catechesi dei ragazzi, la recita del rosario e la messa. Un esempio di grande vicinanza alla comunità Celebrazioni delle messe in diretta radio e tv a parte, non ci sono molti altri esempi di catechismo virtuale per i bambini. Le catechiste più sensibili hanno potuto mantenere i contatti soprattutto coi bambini più piccoli via whatsapp, inviando video, preghiere e disegni. I documenti riservati ai fedeli più ‘grandi’ sono stati tutti pubblicati sui sditi delle diocesi. Anche questo è un modo per mantenere i contatti.

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