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Il Covid ferma anche gli sposi

Dalla ristorazione agli alberghi e fino ai viaggi di nozze: il rischio fallimento riguarda tutto l'indotto collegato al giorno più bello

Il Covid ferma anche gli sposi

Organizzare un matrimonio sta diventando un’impresa sempre più difficoltosa. Siccome bisogna vedere sempre, soprattutto nelle pandemie, il bicchiere mezzo pieno, l’attesa può trasformarsi in una prova che, se superata, è garanzia di successo.

Da 30 invitati a 0
Il Dpcm dei primi di ottobre fissava il numero massimo di invitati a 30 persone, ma con il nuovo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a fine ottobre è arrivato lo stop ai ricevimenti. Le misure, che dovrebbero essere valide fino al 24 novembre, ma vista la nuova situazione potrebbero ancora inasprirsi, vietano banchetti e ricevimenti dopo matrimoni, comunioni e battesimi.
Superato, dunque, il limite precedentemente imposto, come si legge nelle nuove disposizioni sono state vietate le feste nei luoghi al chiuso, incluse quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. E manco a dirlo, sono compresi anche i matrimoni.

Ben il 90% dei circa 3.500 matrimoni celebrati ogni anno in Friuli Venezia Giulia sono saltati nel 2020 a causa del coronavirus.
E i danni economici si stanno rivelando molto pesanti dato che la perdita per l’intero indotto si aggira sui 300 milioni di euro. La stima è stata fatta da Confcommercio Federmoda Fvg che con la presidente regionale Antonella Popolizio, il presidente udinese Alessandro Tollon e la dirigente Renata Lirussi, titolare di un negozio di vestiti per sposi, denuncia una situazione ‘insostenibile’ per migliaia di aziende.

Filiera colpita a 360°
Se tutto il settore della moda è in crisi, quello del wedding lo è ancora di più. Una filiera, sottolinea Lirussi, “che coinvolge una molteplicità di figure professionali e servizi: agenzie di viaggio, trasporti, alberghi, ristorazione, ovviamente abbigliamento, fotografi e videomaker, musica, bomboniere e oggettistica, parrucchiere ed estetiste, fioristi e pasticceri, animazione e babysitting, immobiliare e arredamento, oggettistica”.

Servono fondi ad hoc
Se si considera che nove matrimoni su dieci in Fvg sono stati rinviati e che un evento con in media di un’ottantina di invitati, può costare anche fino a 85.000 euro, si può ipotizzare che siano andati in fumo fino a 300 milioni di fatturato.
“Il settore – rimarca Confcommercio Federmoda Fvg – ha bisogno di attenzione da parte del governo con contributi e fondi ad hoc, sospensione dei versamenti fiscali e agevolazioni mirate a consentire la sopravvivenza per migliaia di aziende che altrimenti hanno serie probabilità di fallire”.

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