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Il monumento che ora manca

E' quello dedicato a coloro che da queste terre combatterono e morirono nell’esercito austroungarico. Ecco il progetto di un gruppo di persone di buona volontà

Il monumento che ora manca

Il Friuli orientale, oltre un secolo fa teatro dell’immane strage, è tempestato di migliaia di monumenti a ricordo. Eppure, tra così tanti, manca uno: quello ai cittadini di queste terre che combatterono nell’imperialregio esercito, spesso spediti a migliaia di chilometri di distanza sul fronte orientale, ma la cui memoria è stata letteralmente cancellata dai libri di storia. Per far leggere, soprattutto alle giovani generazioni, questa pagina si sta impegnando l’avvocato Guido Germano Pettarin, oggi parlamentare.
Perché oggi, a un secolo di distanza, è importante secondo lei riscoprire questa pagina nascosta della nostra storia? “Rendere notissima questa misconosciuta pagina di storia è doveroso sia per rendere giustizia ai nostri avi, che furono protagonisti di quegli anni terribili, sia per informare tutti sulla storia vera di quanto accadde qui prima, durante e dopo la prima guerra mondiale. Molta attività informativa è stata fatta durante le recenti ricorrenze della Prima guerra mondiale, ma non è mai sufficiente quanto si fa per informare l’opinione pubblica e soprattutto i nostri giovani di quanto in realtà è successo tra il 1914 e il 1921 nei nostri territori, che erano parte integrante dell’Impero Absburgico. E di quali furono i fatti che videro i nostri bisnonni protagonisti di una delle più grandi tragedie della storia umana”.

E quindi un monumento, ma dove dovrebbe sorgere? “Premesso che non sono io solo a perseguire questa iniziativa. Insieme ad altre persone che condividono le mie motivazioni abbiamo individuato Gorizia come il luogo più adatto a erigere un monumento ai nostri conterranei che hanno servito il loro Stato in divisa imperiale e ai moltissimi che in quella strage terribile persero la propria vita”.
Quali passi avete già fatto? “Esiste già un bozzetto elaborato dal gruppo di persone di buona volontà che porta avanti l’iniziativa. Progetto che viene utilizzato sia nella fase della raccolta fondi sia per la richiesta della concessione del lotto di terreno ove realizzare l’opera. Opera che si desidera sia semplicissima: capace di onorare la memoria con il rispetto indispensabile in questi frangenti. I promotori sono coloro che hanno preso il proprio coraggio tra le mani e hanno iniziato questo percorso complicato. Saranno sempre loro che auspicabilmente lo completeranno”.
Per un monumento che manca, ce ne sono tanti espressione di una retorica, anche fascista, oggi anti-storica. Andrebbero rimossi? “Non sono un iconoclasta e non apprezzo chi abbatte i monumenti o peggio li nasconde contando sull’oblio. In ogni comune del nostro territorio c’è almeno un monumento che commemora la grande guerra e i suoi caduti. Nessuno di questi monumenti offende la memoria, ma tutti trascurano una parte della memoria, perché ricordano solo i caduti di una delle due parti e non narrano la storia dei combattenti autoctoni, non ne ricordano le tragedie e ne tacciono la storia. È certamente venuto il tempo di fare chiarezza”.
Una curiosità… i suoi avi con quale divisa combatterono? “I miei bisnonni combatterono con onore per il loro imperatore, indossando la divisa austroungarica, sia nel 97° reggimento sia nel 27°. Il bisnonno paterno perì in Galizia e il bisnonno materno fece fortunatamente ritorno, vivo, per la gioia dei suoi cari”.

1 Commenti
marco1917

Assolutamente d'accordo con lui, trovo vigliaccamente puerile nascondere verità storiche,mi informerò come dare un aiuto economico per la costruzione di un eventuale monumento. P.S. Gli italiani sono maestri a non fare i conti con la propria storia.

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