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Il risveglio della Mitteleuropa

'Europa al bivio tra frammentazione e nuovi modelli di unione', il titolo del convegno internazionale organizzato a Udine, giovedì 18, con esperti e vertici delle istituzioni al XV Forum dell'Euroregione Aquileiese

“Il 2019 si conferma un anno di rilevanti mutamenti nel vecchio e sempre più frammentato Continente. La politica europea sta cambiando volto e quali sembianze assumerà ora appare forse un po’ più chiaro a tutti. L’ascesa delle nuove destre non è un fenomeno isolato e il ridimensionamento delle storiche sinistre non pare esaurirsi. Di conseguenza, la sfida a Bruxelles non riguarderà solo popolari e socialisti, ma si allargherà sempre più a queste nuove forze politiche espressione di una voglia di cambiamento sempre più forte e non sempre prevedibile”.

Così il presidente della associazione Mitteleuropa Paolo Petiziol, console della Repubblica Ceca, diplomatico di lungo corso al quale nei giorni scorsi il presidente della Repubblica d'Ungheria, János Áder, ha conferito eccezionalmente lo status giuridico di cittadino ungherese, ufficialmente attribuito per i suoi riconosciuti meriti, tratteggia il quadro di riferimento del XV Forum dell'Euroregione Aquileiese, intitolato 1989-2019 Il Risveglio della Mitteleuropa, e organizzato da Mitteleuropa, in programma nel capoluogo friulano il 18 ottobre, con la presenza a Udine di numerosi diplomatici e rappresentanti dei governi dell'Europa centro-orientale.

Sono quattordici i Paesi rappresentati ai più alti livelli, dalla Slovenia al Montenegro, dalla Serbia alla Croazia, dall’Ungheria alla Macedonia. Tra i relatori, l'ambasciatore Itzko Mirosic, inviato speciale del Ministro degli Affari Esteri della Slovenia, Ferenc Kalmar responsabile delle relazioni con i Paesi contermini del Ministero Affari Esteri Ungherese, l'ambasciatore Josef Miklosko, memoria storica del cambiamento in Europa, già viceministro della Cecoslovacchia, ambasciatore della Repubblica Slovacca a Roma e poi membro del parlamento slovacco. Solo per citarne alcuni.

La presentazione del XV Forum ha avuto luogo oggi nella sala del consiglio della Fondazione Friuli a Udine, con la parteciazione dell'assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli, del presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini
“Senza dubbio il Forum di Mitteleuropa è l'appuntamento più importante dell'anno in regione in termini di relazioni internazionali – ha sottolineato l’assessore Gibelli – e il tema Nostalgia di futuro è molto interessante. C’è chi, come me, crede ancora nell'Unione Europea, ma si rende conto che così non può andare avanti. Ho personalmente molti dubbi che si possa cambiarla con un atteggiamento marcatamente nazionalistico: è nel confronto, anche aspro, che si potrà capire in che direzione andare. Ringrazio l’associazione – ha concluso - anche a nome del presidente Fedriga per quello che sta facendo”. CLICCA QUI PER L'INTERVISTA

“Come Fondazione – ha detto Giuseppe Morandini - viviamo questo forum annuale come sentito richiamo sull'importanza delle relazioni internazionali, specie in una regione come la nostra, che deve continuare a investire in questo bene intangibile che produce, però, risultati molto concreti. Mitteleuropa sta facendo su questo un grande lavoro – ha aggiunto - mettendo in campo provocazioni importanti su temi fondamentali”. CLICCA QUI PER L'INTERVISTA

“È verosimile che il nuovo Parlamento Europeo – ha spiegato Petiziol - quantomeno per i forti condizionamenti interni e/o diversi equilibri politici, darà vita ad un new deal del processo di coesione europea. Il trattato di Lisbona, infatti, riconosce al Parlamento un potere vero anche sul Consiglio e quindi sulla Commissione. L’augurio è – ha aggiunto che questa ventata di novità sia in grado di riportare l’Europa ai suoi valori fondanti che non sono solo monetari e finanziari. D'altronde non occorre essere inglesi per capire che l’attuale modello d’Europa in realtà non piace più a nessuno”.

Questi alcuni degli argomenti che saranno trattati nel corso del Forum, appuntamento annuale che ha sempre “coraggiosamente affrontato coraggiosamente affrontato, sin dal 2005, temi della massima attualità e delicatezza, con la consapevolezza e l’umiltà di intuire che, anno dopo anno, fermenti globali mettevano in discussione e a rischio istituzioni ed economie di insospettabile solidità”.

Il presidente di Mitteleuropa ha poi fatto cenno alla sequenza dei temi più recenti, “che può dare un’idea della criticità del momento storico che stiamo attraversando – ha precisato -, forse il più inquietante dalla fine del secondo conflitto mondiale, e dell’impegno profuso per contribuire ad una competente analisi”.
Nel 2014 – Crisi in Europa o Europa in crisi?; nel 2015, Le nuove frontiere d’Europa; nel 2016, L’Europa Dall’Atlantico agli Urali o Fra l’Atlantico e gli Urali?; nel 2017, l’Europa Trema; nel 2018, l’Europa Tradita.
“Ma il 2019 – ha ricordato Petiziol - è pure l’anno del 30° anniversario di fondazione della Central European Initiative, l'InCe, Iniziativa Centro Europea, istituzione che a nostro avviso potrà assumere ben più stimolanti funzioni nel processo di ricomposizione europea che seguirà ai mutamenti delineati. Ma soprattutto ricorrono i trent’anni dal crollo della cortina di ferro, che conferiscono all’edizione di quest’anno una importanza speciale e meritevole di una approfondita riflessione ed un generoso intenso contributo da parte di tutti”.
Il format dei lavori resta quello, già collaudato, delle scorse edizioni, con il coordinamento organizzativo di Mitteleuropa.
Tra i partner e sostenitori il XV Forum annovera le Istituzioni europee, il Ministero degli Affari Esteri, la CEI-Central European Initiative, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine, l’Università del Friuli, la Fondazione Friuli, la Camera di Commercio di Udine.

Alcune note sul progetto del XV Forum
di Paolo Petiziol
Lo scorso anno i vari e qualificati relatori al Forum (tra i quali il Commissario Europeo alla Cultura Tibor Navracsics) si sono, in vario modo, soffermati sul preoccupante momento che sta vivendo un’Europa tradita nei suoi valori fondanti, con una conseguente frammentazione politica ma anche una disgregazione ideale e morale di quella grande visione di cultura e civiltà che dovrebbe invece integrarci.
E così si è affermato un diffuso "euroscetticismo" che trova facile e fertile terreno di coltura nelle direttive, spesso incomprensibili, sfornate dagli "eurotecnocrati" di Bruxelles, nell'asfissiante politica di austerità, negli aiuti a pioggia e discutibili alle banche, nei tentativi di livellamento delle diversità culturali.
Appare pertanto, in tutta evidenza, la carenza di una regia, strategia e governo di un processo che possa ridare forza ad una identità che non contrasti, bensì integri quella dei vari Popoli europei, facendo leva proprio sull’immensa ricchezza delle singole culture che compongono questo straordinario incantevole mosaico. In coerenza con i principi statutari, cui l'Associazione Mitteleuropa sin dalla sua nascita (1974) è fortemente impegnata, consideriamo di fondamentale importanza la promozione del dialogo culturale e una costante e incisiva azione di diplomazia culturale, e ci sentiamo più che mai in dovere di contribuire ad un dibattito politico, sociale e culturale che aiuti a ritrovare una visione comune. Fortunatamente si nota anche qualche timida volontà di ripresa del dialogo interrotto dai drammi del secolo scorso. Fra questi, un concreto esempio sembra delinearsi con la stringente collaborazione fra i Paesi dell’accordo di Visegrad, il così detto V4, ovvero Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia. Un nocciolo duro che pare evolversi gradualmente in un hub a cui guardano con sempre maggior attenzione anche altri Paesi del centro-Europa, in primis Austria e Slovenia. È il risveglio della Mitteleuropa? E’ prematuro affermarlo, ma se questo processo riunificatore dovesse procedere, probabilmente sì. D'altronde le basi culturali, economiche e storico-politiche ci sono tutte, e un po’ di nostalgia c’è. Il momento richiama alla memoria il fatidico 1848, l’anno dei grandi sommovimenti popolari europei, ma anche l’anno in cui František Palacký, nazionalista boemo, pronunciò al Parlamento di Vienna, la famosa frase che oggi si ripropone con incredibile attualità: “Le nostre nazioni sono troppo piccole per reggere da sole la prepotenza dei nostri grandi vicini, ma un fiume (ndr: il Danubio) unisce le nostre debolezze: se l’Austria-Ungheria non esistesse bisognerebbe inventarla”. Oggi ciò non significa aver nostalgia del passato, bensì di futuro. Un futuro nuovamente comune.
Difronte a questi possibili scenari, Mitteleuropa intende contribuire ad un costruttivo dialogo fra istituzioni politiche, diplomatiche, sociali, economiche, accademiche e culturali di tutti i Paesi dell'area centro-europea e balcanica, sempre più rilevanti e strategici per i nostri destini. Intende farlo in stretta sinergia con la Central European Initiative, che proprio in quest’area già trent’anni fa, come noi, intravvedeva il seme di una possibile unione.
Il format dei lavori rispetterà il consolidato e funzionale cliché delle scorse edizioni, che pare generalmente apprezzato e che Mitteleuropa è onorata di coordinare. Si ringraziano sin d'ora le Istituzioni europee, il Ministero degli Affari Esteri, la CEI-Central European Initiative, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Udine, l’Università del Friuli, la Fondazione Friuli, la Camera di Commercio di Udine e tutti coloro che, a vario titolo, saranno co-attori e sostenitori di questo appuntamento.

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