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Inclusione, sostenibilità e multidisciplinarietà con Laluna

Sono le parole d'ordine dei progetti realizzati grazie al sostegno dalla Fondazione Friuli

Inclusione, sostenibilità e multidisciplinarietà con Laluna

Inclusione, sostenibilità, multidisciplinarietà: tre parole orientate al futuro, anche per la ripartenza post Covid-19, su cui si stanno sviluppando altrettanti progetti dell'onlus Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia.

Progetti che per la loro innovazione e per le ricadute sociali che hanno, sono stati sostenuti dalla Fondazione Friuli attraverso il suo bando Welfare. Un aiuto, quello della Fondazione, prezioso e che Laluna ha deciso di raccontare nel prossimo numero del suo notiziario Oltre L'Ostacolo.

"All'interno delle iniziative di Lalunanuova 2.0, nostro "contenitore" progettuale di tutte queste iniziative, in questi anni abbiamo lavorato – spiega Francesco Osquino, presidente de Laluna -, grazie al sostegno di Fondazione Friuli e del presidente Giuseppe Morandini, ad una nuova frontiera del welfare”.

“L'associazione Laluna rappresenta un'eccellenza per quanto riguarda lo sviluppo di progetti a favore di tutta la comunità e in particolare delle persone con fragilità – ha affermato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli -: ci auguriamo che iniziative come queste portate avanti a San Giovanni, possano diventare un punto di riferimento per l'intero territorio friulano. Ci piace sostenere una realtà capace di garantire alle persone con disabilità indipendenza e qualità della vita non solo attraverso un supporto assistenziale, ma lavorando anche sul benessere psicologico e spirituale”.

Un modo di tracciare il primo bilancio dei progetti, mettendo in luce la positività di alcune esperienze. Il progetto “Gravitiamo a casa nostra”, sul tema dell'abitare indipendente delle persone con disabilità gravi, che raccoglie la sfida del "dopo di noi" declinandola in una proposta alternativa alle Comunità alloggio. Esempio positivo è l'indipendenza abitativa acquisita da Giovanna che, da circa un anno, convive con Sonia, la sua assistente personale, capace di sostenerla non solo nel suo bisogno di supporto fisico ma nella totalità della sua persona.

“L'idea di fondo di questo progetto – spiega Erika Biasutti, direttrice de Laluna - è che anche chi ha una disabilità grave possa portare avanti il proprio progetto di vita indipendente, contando su risorse mirate e in linea con le proprie aspirazioni. I bisogni assistenziali diventano inter-dipendenze scelte, volute, organizzate secondo le proprie abitudini e necessità". Nel caso di Giovanna e Sonia, due ragazze con cui è stato avviato il progetto Gravitiamo a casa nostra, inserito tra l'altro nel progetto di cohousing sociale, si tratta di una convivenza mirata: Sonia riveste per alcune ore al giorno (nei momenti quotidiani in cui Giovanna necessita di aiuto) il ruolo di "assistente personale" (guidata e "preparata" dagli educatori a interpretare e comprendere i bisogni di Giovanna, senza diventare una figura meramente assistenziale ma di supporto trasversale), mentre per il resto del tempo è la coinquilina di Giovanna, con cui avviene un interscambio che va a sostegno di entrambe visto che hanno aderito a un progetto di vita su basi comuni.

Vi è poi il progetto “Coltivare l'autonomia” con cui la onlus ha cercato di costruire una “filiera domestica” che parte dall'orto e dal pollaio e arriva alla tavola de Laluna. “Questo specifico progetto – ha continuato Biasutti - è dedicato all'impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Il lavoro negli orti, anche rialzati da terra per rendere più agevole l'opera, nel pollaio e nella cucina industriale ha appunto la funzione di valutare e sviluppare le abilità delle persone coinvolte, anche in vista di un futuro impiego, sempre nella cornice dell'autonomia che è l'obiettivo trasversale dei progetti de Laluna”.

In fase di realizzazione, vi è poi “I Progetti personalizzati e il sistema di intervento multidisciplinare”, un progetto che riguarda lo sviluppo degli strumenti e delle metodologie a supporto del comparto "professionale" de Lalunanuova 2.0. “Con questo si prevede ad esempio – aggiunge Daniele Ferraresso, progettista educativo per Laluna - l'introduzione di nuove figure, come la terapista occupazionale e psicologa, che sono così entrate a far parte di un'equipe sempre più multidisciplinare, arricchita cioè di competenze specifiche, diversificate e flessibili. L'altra grossa novità è l'acquisizione di un software gestionale chiamato Atl@ante che consentirà l'aggiornamento quotidiano dei contenuti relativi agli utenti come il registro educativo, le schede personali, dati e rilevazioni, supportando così l'equipe di professionisti nell'obiettivo della flessibilità delle metodologie e dell'uso simultaneo di strumenti condivisi”.

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