Home / Tendenze / L’autostima dei ragazzi dipende dai like

L’autostima dei ragazzi dipende dai like

Il lockdown ha accresciuto l’uso delle nuove tecnologie, con i giovani sempre più connessi e legati all’approvazione del Web

L’autostima dei ragazzi dipende dai like

“Il lockdown ha esasperato una situazione: gli adolescenti, obbligati a restare a casa, hanno trascorso ancora più tempo connessi: il pc, il tablet o lo smartphone hanno rappresentato la loro unica finestra sul mondo e la vita virtuale ha acquisito ancora più peso nelle loro esistenze”. A parlare così è la criminologa e avvocato Angelica Giancola, che da anni si occupa di bullismo, cyber bullismo e problemi degli adolescenti.
“Voglio sottolineare con decisione quello che penso – prosegue -. Regalare lo smartphone a un bambino che fa la Prima comunione non significa fare il suo bene. Il telefonino non rappresenta il magico viatico attraverso cui sarà accolto e accettato tra i suoi pari, ma uno strumento potente di comunicazione, che va usato consapevolmente. Pretendere che un bambino di 9 o 10 anni possieda questa consapevolezza è impossibile, quando anche la maggior parte di noi adulti non si rende conto degli effetti dirompenti che può avere l’uso improprio del cellulare e soprattutto dei social. Invece la quantità di informazioni di tutti i tipi che possono ottenere attraverso Internet è enorme e non facilmente gestibile”.

Per comprendere meglio la situazione, basti un esempio, anche se estremo: quello dei giovani adulti del ‘Centro stupri’, finiti in un vortice di polemiche a livello nazionale per la scelta di stampare magliette e prenotare tavoli usando quella definizione. Ragazzi di circa 20 anni che hanno ritenuto che una simile ‘impresa’ meritasse di essere pure condivisa via Internet.
“Negli ultimi mesi, quelli del lockdown, il rapporto tra i giovani e i social si è estremizzato perché hanno trascorso connessi la maggior parte delle ore di veglia. In fondo si è trattato del loro unico contatto con il mondo, in un’età in cui il confronto coi coetanei è fondamentale. Per questo motivo ‘postare’ si è rivelato ancora più fondamentale. È questo il motivo che potrebbe aver spinto i ragazzi friulani al gesto e alla condivisione del ‘Centro stupri’. Ma non fermiamoci a quello. Il ‘successo’ di un adolescente si misura attraverso i like che ottiene sui social. Così si struttura anche la sua autostima. L’azione compiuta, documentata dalla foto postata, non ha un valore intrinseco, bensì lo acquisisce in base al gradimento dei follower. Così anche il soggetto che posta riceve prestigio in base all’apprezzamento degli altri. Non bisogna dimenticare, però, che le immagini su Internet non si cancellano mai, quindi è bene porre particolare attenzione alla pubblicazione: potrebbero esserci conseguenze anche a distanza di anni”.
Per interrompere questo circolo vizioso, la soluzione è proporsi, da genitori autorevoli, ma non autoritari, capaci di ascoltare i figli e di accompagnarli durante la crescita, anche di fronte alle nuove tecnologie. “Il carico di lavoro maggiore sta alle famiglie – conclude Giancola -, ma la risposta ideale sarebbe una sinergia tra famiglia, scuola e istituzioni. È quello che mi propongo di fare attraverso gli sportelli che già gestisco e che propongo ai vari Comuni e scuole del territorio”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori