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L’emergenza Covid ci ha promosso al volante

Il virus risparmia le patenti anche perché, come testimoniano le forze di polizia, i nostri automobilisti sono tra i più rispettosi delle leggi in Italia e le multe sono ‘Fisiologiche’

L’emergenza Covid ci ha promosso al volante

La pandemia ha fatto stragi, ma non di patenti, dato che gli automobilisti, durante il lockdown si sono comportati, almeno sulle strade della nostra regione, in modo impeccabile. E’ questa la fotografia, anzi ‘l’autovelox’, che hanno scattato dalle prefetture di Udine, Pordenone e Gorizia. “Nei tre mesi, a partire dal 10 marzo, quindi, dall’inizio della fase di controlli focalizzati sul rispetto delle norme di contenimento del contagio da coronavirus – dice Alessandro De Ruosi, dirigente della Polizia Stradale di Udine - sono state sanzionate 2.800. Nello stesso periodo dell’anno scorso le sanzioni per vari motivi sono state 6.000, quindi una riduzione del 46 per cento. E’ stata fatta un’attività senza precedenti – continua - sono stati controllati tutti. Ovviamente, visto che c’era meno traffico sono stati registrati meno incidenti”. De Ruosi è soddisfatto. MESSAGGIO POSITIVO “Devo dare un messaggio positivo – dice il dirigente -, perché la maggior parte delle persone controllate erano in regola e quando, per esempio, abbiamo chiuso l’ A4 in direzione Trieste, il 23 aprile scorso, evento mai successo prima in Friuli e in due pomeriggi abbiamo controllato 500 persone per il piano d’emergenza, i friulani hanno capito la necessità di questi controlli capillari e sono stati pazienti. Sono state impegnate in questo posto di blocco nove auto e l’Ufficio mobile della Polizia Stradale impegnata con oltre 20 uomini della Sezione di Udine e delle Sottosezioni di Palmanova e Amaro. Sono stati controllati oltre 500 auto e camion, corrispondenti a tutto il traffico di veicoli leggeri nella tratta autostradale interessata a fronte dei quali sono state contestate solo 21 sanzioni per mancato rispetto delle prescrizioni di governo e Regione, tutte a utenti stranieri prevalentemente dell’Est Europa. In alcuni casi l’attesa è stata anche di 40 minuti. Ovviamente, abbiamo cercato di agevolare chi aveva provati motivi di urgenza, ma gli automobilisti si sono dimostrati bravi e se lo diciamo noi che dobbiamo vigilare è significativo. Nessuna turbativa, hanno tutti reagito bene”.

Il contagio, però, visti anche i fatti recenti, non si è fermato. “Non possiamo essere troppo ottimisti. Anzi – conclude De Ruosi- , bisogna essere ancora molto prudenti. D’altra parte, l’economia deve ripartire e posso dire che le imprese sono in netta ripresa dato che l’86 per cento del traffico autostradale in quest’ultimo periodo, tra l’altro estivo e quindi non facile, è composto da traffico commerciale, mentre quello civile è fermo al 75 pe cento. E’ questo potrebbe essere il segnale che le persone ancora preferiscono non muoversi tanto. Ma saranno molte le aziende che quest’anno non chiuderanno neanche in agosto”.

Pordenone e Gorizia, cultura della legalità da prendere come esempio
Durante il periodo di lockdown, a partire dal 10 marzo, nel territorio goriziano sono stati eeffettuati 75.000 controlli e sono state imposte 1.358 sanzioni. Dalla Prefettura di Gorizia si segnala che le regole sono state osservate nella maggior parte dei casi e che le sanzioni comminate sono fisiologiche. Dalla Prefettura, infatti, emerge il dato che rispetto ad altre regioni italiane i residenti del territorio dell’Isontino si sono comportati meglio che in altre parti del territorio. Difficile dire se l’osservanza delle regole sia dipesa dalla paura del contagio, o dal rispetto delle regole che fa parte della cultura delle legalità insita nello spirito della popolazione. Purtroppo è viva la paura di una recrudescenza del contagio, ma, dicono sempre dalla Prefettura di Gorizia, che è giusto che la vita riprenda. Sicuramente le situazioni più a rischio sono le scuole, quando riapriranno, e le attività sportive, quando torneranno a pieno regime. Rispetto delle norme Dalla Prefettura di Pordenone a partire dal 10 marzo, quindi, dall’inizio della fase di controlli delle forze di polizia e delle polizie locali focalizzate sul rispetto delle norme di contenimento del contagio da coronavirus sono state sanzionate 1.743 persone a oggi. Ovviamente, ricordano dalla prefettura nel corso del tempo le misure di contenimento si sono alleggerite, gli spostamenti prima vietati sono diventati possibili e i procedimenti penali ex articolo 650 non potevano contenere divieti di spostamento, ma solo inviti o raccomandazioni a non spostarsi salvo per motivi lavorativi, di salute o di urgente necessità.

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