Home / Tendenze / L'Erasmus + spopola anche allo Zanon

L'Erasmus + spopola anche allo Zanon

Aumenta il numero di ragazzi che partecipano al progetto europeo, anche in regione

L\u0027Erasmus + spopola anche allo Zanon

Sono quasi 38mila gli studenti volati all’estero nel 2018 (1.500 in più rispetto all’anno precedente) e 26mila ospitati in Italia. Sono questi i numeri del programma Erasmus + per il 2017/2018 diffusi dall’agenzia Indire.

‘Un’esperienza unica’: è questa la tipica risposta dei ragazzi alla domanda “cosa ne pensi dell’Erasmus?”.

Il progetto, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, è un programma di mobilità studentesca dell'Unione europea, il quale offre una possibilità a uno studente di effettuare in un’università straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università.

L’Italia si posiziona al quarto posto tra i Paesi dell’Ue che hanno contribuito alla crescita del Programma (dopo Spagna, Germania e Francia); ora come non mai, sono sempre di più i giovani italiani che partecipano a un programma Eramsus Plus.

Un’espansione di questo progetto ha reso possibile il coinvolgimento anche di studenti delle scuole superiori, tirocinanti, insegnanti e altro personale docente, animatori giovanili e volontari.

Si tratta dell'Erasmus plus, programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020.

Il bilancio di 14,7 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 rappresenta un aumento del 40% rispetto alla programmazione precedente e fa riflettere sulla notevole espansione che ha avuto in questi ultimi anni.

La differenza principale tra Erasmus ed Erasmus plus è che il primo era il programma di mobilità ufficiale fino al 2014, anno in cui è stato sostituito da Erasmus Plus, che consentiva la partecipazione non più ai soli studenti universitari, ma a tutti gli studenti dai 13 ai 30 anni.

Ho avuto la fortuna di partecipare al progetto assieme alla mia classe 4 A RIM dell’istituto tecnico Antonio Zanon.

Abbiamo dedicato l’intero anno alla preparazione del progetto, riuscendo a organizzare la settimana dal 15 al 21 ottobre perfettamente.

La lingua veicolare era il tedesco e per l’intera settimana siamo stati in contatto con studenti provenienti da Austria, Francia e Grecia.

Ognuno di noi ha ospitato un ragazzo o ragazza, il quale ha vissuto assieme alla famiglia ospitante.

Giorno dopo giorno era all’occhio di tutti che il gruppo diventava sempre più solido.

Siamo riusciti a unire più di 50 ragazzi tra italiani, austriaci, greci e francesi in una sola settimana.

Poter comunicare con coetanei provenienti da Paesi diversi è qualcosa di speciale. Oltre al fatto che le competenze in lingua straniera aumentano notevolmente, permette di confrontarsi con differenti metodi di lavoro. Ciò rende necessaria la collaborazione tra studenti e favorisce il lavoro di gruppo, abilità che con il tempo risulta sempre più richiesta a un giovane anche nel mercato del lavoro.

Durante le ore di scuola noi studenti italiani abbiamo presentato le aziende sulle quali abbiamo fatto numerose ricerche e interviste, successivamente alle presentazioni siamo andati in visita a tre aziende della regione: Morgante, Danieli e Illy.

Il penultimo giorno ha visto l’intero istituto Zanon coinvolto nel progetto per l’Erasmus.

Ogni classe ha allestito la propria aula con varie decorazioni, che richiamassero diverse culture.

Conclusa la settimana a Udine, verso maggio abbiamo cominciato la seconda parte del progetto: 12 di noi siamo partiti per Vienna.

Anche in Austria si è confermata la stessa esperienza, abbiamo assistito a lezioni in una scuola dello stesso nostro indirizzo, ore in cui abbiamo confrontato i nostri metodi di lavoro con i loro.

Inoltre, come avvenuto a Udine, anche noi abbiamo fatto visita a diverse aziende austriache, scoprendo così nuove realtà interessanti.

Inizialmente eravamo un po’ dubbiosi sul fatto che dovevamo ospitare qualcuno per una settimana a casa nostra e sull’affidarsi a una famiglia della quale non conoscevamo niente.

Però grazie al lavoro intenso della nostra professoressa Antonia Stricchiola e dal professore Tito Trevisan siamo rimasti entusiasti e soddisfatti.

Sono esperienze che non capitano a tutti. Anzi, sono una novità che arricchisce il programma scolastico, perché si mette da parte la teoria e si passa alla pratica.

Consiglio di cogliere a tutti questa opportunità, perché permette di confrontarsi con ragazzi di altri Paesi.

Sono esperienze che in un futuro potranno dare una marcia in più non indifferente!  

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori