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La reputazione dà la pagella ai docenti

Anche se sono gli insegnanti a dare credibilità a una scuola, studenti e genitori non hanno a disposizione nessuno strumento per giudicare la loro professionalità

La reputazione dà la pagella ai docenti

Nel 2020 la scelta della scuola superiore non si può basare sulla qualità degli insegnanti. Non c’è modo perché la bravura, la passione, la professionalità e la serietà di un docente al quale sono affidati gli studenti negli anni più difficili della loro vita, l’adolescenza, possano essere valutati. Per il dirigente del liceo classico Stellini di Udine, Luca Gervasutti, “la qualità del docente si basa ancora sulla reputazione costruita negli anni. In pratica, sul passa parola tra genitori e gli stessi studenti”.
In realtà, un metodo di valutazione ci sarebbe, ma non è condiviso col grande pubblico, chiamiamolo così, che frequenta la scuola.
“Il dirigente – spiega Gervasutti – retribuisce gli insegnanti con i bonus in base al merito. Ma niente trapela all’esterno né sui criteri che sono stati adottati, né sulla scelta finale”.
La legge 107 del 2015 ha istituito, infatti, il fondo per la valorizzazione del merito dei docenti, lasciando a ciascuna scuola totale autonomia sulla scelta dell’insegnante più meritevole e sui criteri di valutazione, pur indicando alcuni requisiti generali. Il bonus merito per l’anno 2019-2020 è assegnato ancora soltanto su indicazione del dirigente per la valorizzazione di un insegnante di ruolo che si è particolarmente distinto. Dal 2020-2021, però, è stato approvato l’emendamento che dice addio alla discrezionalità dei dirigenti e sposta le risorse sul Fondo d’istituto. I nuovi criteri saranno contrattati con i sindacati.


Risultati raggiunti
“Un altro sistema di valutazione del merito – continua Gervasutti - è la rendicontazione  sociale, che consiste nella pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti in relazione a obiettivi prefissati. L’attività di rendicontazione si è conclusa il 31 dicembre 2019 con la pubblicazione nel portale ‘Scuola in chiaro’. In questo modo si possono mettere a confronto due scuole, il Marinelli e il Copernico per fare l’esempio di due licei scientifici udinesi. Questo portale è uno strumento davvero affidabile e utile per aiutare studenti e famiglie a scegliere la scuola superiore. Certo è che il merito del raggiungimento degli obiettivi prefissati dal collegio docenti dipende sempre e solo dalla buona volontà degli insegnanti”.

Formazione di buon senso
La possibilità di scegliere la scuola in base alla qualità dei suoi insegnanti è un tema che la presidente dell’Associazione nazionale presidi del Friuli Venezia Giulia, Teresa Tassan Viol, definisce addirittura “spinoso”.
“Tema sempre attuale – aggiunge la presidente – che non si è mai risolto in fase contrattuale. La spesa per la valutazione dei docenti resta sempre sul fondo. A oggi posso dire che la competenza professionale e, quindi, la valutazione dei docenti sono ancora affidati al senso del dovere, alla curiosità, al desiderio di essere sempre aggiornati che dimostrano molti insegnanti. Nel contratto non si trovano vincoli, né esistono obblighi di formazione. In effetti, la legge Buona scuola di Matteo Renzi aveva previsto alcune regole, ma poi i sindacati si sono opposti e non se ne è fatto nulla”.
Bisogna dire che la maggior parte degli insegnanti continua a studiare e a essere sempre aggiornata.
“Innanzitutto - conclude, Tassan Viol - perché gli studenti sono i primi a capire se un insegnante è preparato e motivato e la stima che ne deriva è la prima gratificazione per chi fa bene il proprio mestiere. E devo dire che sono molti i bravi docenti”.

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