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La Tariffa Puntuale, l'ultima frontiera della raccolta dei rifiuti

Avviata da oltre un anno a Romans d'Isonzo e Turriaco aiuta anche a risparmiare

La Tariffa Puntuale, l\u0027ultima frontiera della raccolta dei rifiuti

Ci sono casi dove la buona volontà unita ad un pizzico di determinazione e programmazione portano a risultati anche inaspettati. Nel caso dei comuni di Turriaco e Romans d’Isonzo è avvenuto nella raccolta dei rifiuti. Il capoluogo friulano, Udine, ancora annaspa nella ricerca di un cambiamento, nei due centri, seppur piccoli, dell’ex provincia di Gorizia, da circa un anno e mezzo, è partita la cosiddetta ‘Tariffa puntuale’. Ovvero un passo in avanti rispetto alla classica ‘raccolta differenziata’ e che vede la presenza di appositi bidoncini con un microchip personale e geolocalizzati. I bidoni, con un minimo di dodici svuotamenti all’anno, quindi uno al mese, consentono di essere posizionati in strada solo in caso di necessità. L’operatore, dunque, nei giorni di raccolta svuota il bidone solo se lo trova in strada. Una volta svuotato viene riconosciuto il microchip e il numero di passaggi, per un massimo di 48, attualmente, in un anno, viene poi conteggiato in una parte della tariffa. Meno immondizie, meno costi per il cittadino. La tassa sui rifiuti, di fatto, è divisa in tre terzi: un terzo in base ai componenti della famiglia, un terzo secondo la metratura ed infine lo svuotamento dei ‘mastelli targati’.

“Non è stato semplice all’inizio ma ora dai privati stiamo espandendo il servizio alle attività commerciali” precisa l’amministratore unico di Isa Isontina Ambiente, Giulio Tavella. Va detto che, per alcune particolarità, alcuni commercianti hanno esposto i propri dubbi riguardo il metodo che, in ogni caso, se per i privati funziona deve appena essere messo a punto anche per le attività commerciali di Turriaco ed è perfezionabile. Entrambi i paesi, però, mantengono un’alta percentuale nella raccolta differenziata – entrambi, secondo i dati dell’Arpa, si attestano al 78%.

“C’è un apprezzamento complessivo finora – commenta ancora Tavella – nonostante sia un’attività impegnativa”. Attività che comprende anche gli operatori che, nel caso il mastello con il chip non sia presente, deve poterlo ritrovare grazie alla geolocalizzazione.

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