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Lezione di educazione stradale al Burlo di Trieste

Una delegazione della Polizia Locale, guidata dal vicesindaco e assessore alla sicurezza Paolo Polidori, ha incontrato i giovani pazienti dell’Ircss per parlare di sicurezza sulle strade

Lezione di educazione stradale al Burlo di Trieste

Sono circa 150 i bambini e adolescenti che ogni anno giungono al pronto soccorso dell’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo” con traumi dovuti a incidenti stradali. Nel 70% dei casi si tratta di traumi derivanti da cadute subiti da un mezzo a due ruote (motorini, scooter, biciclette) o da impatti a bordo di un mezzo a quattro ruote (magari per il mancato uso delle cinture di sicurezza), mentre nel 30% dei casi i traumi derivano da investimenti pedonali. I bambini e adolescenti che accedono al pronto soccorso, la cui età media è di 10 anni, hanno per lo più traumi minori, come fratture, contusioni, distorsioni ed escoriazioni. Traumi che in buona parte potrebbero essere evitati grazie a una migliore gestione della sicurezza stradale, sia da parte di chi guida, sia da parte degli stessi bambini che subiscono l’incidente.

Per questo motivo - ma anche per creare una giornata di animazione su temi di pubblica utilità -, il corpo della polizia municipale, assieme al Comune di Trieste, ha organizzato alle ore 10.00 del 26 giugno, un incontro di educazione alla sicurezza stradale nella Sala Giochi del Reparto di Pediatria, alla presenza del vicesindaco Paolo Polidori, degli ispettori capi Ornella Divo e Claudia Cipolat e dell’assistente scelto Andrea Zappalà.

«Osservare gli occhi assorti di questi bambini – ha osservato il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori mentre partecipava all’incontro – rapiti dal fascino della divisa, ma allo stesso tempo interessati a come bravissimi agenti della Polizia Locale, in questo caso in veste di educatori, li coinvolgono nei giochi pensati per insegnare loro l’educazione stradale, è già di per sé spettacolo appagante! Che poi questa iniziativa – ha continuato – sia esercizio di eccezionale valore per dare loro l’imprinting al rispetto delle regole e per evitare rischi futuri sul comportamento da tenere in strada, chiude questo fantastico cerchio. Bellissima iniziativa da portare sempre avanti»

«Siamo molto contenti di ospitare anche quest’anno al Burlo la bella iniziativa della Polizia Locale di Trieste - ha affermato il commissario straordinario del Ircss “Burlo Garofolo”, Francesca Tosolini - perché riteniamo molto utile fornire a bambini e adolescenti una dettagliata educazione stradale e stimolarli a considerare con attenzione gli aspetti della sicurezza quando si muovono sulle nostre strade. In questo modo, contribuiremo a renderli cittadini più consapevoli e, sperabilmente, a ridurre il numero di incidenti stradali che li vedono coinvolti»

Numerosi studi effettuati nell'ambito della Psicologia della Sicurezza Stradale hanno evidenziato alcune fasce d'età più esposte agli incidenti stradali, come gli adolescenti nei quali si riscontra tipicamente la ricerca di sensazioni forti, la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità e la forte suscettibilità all'influsso dei pari, il tutto aggravato dalla scarsa esperienza di guida.

"Essere ospiti di un Istituto all'avanguardia in Italia per la cura dei bambini - ha dichiarato il comandante della Polizia Locale Walter Milocchi - è sempre un grande onore. Lavorare in sinergia con gli operatori sanitari è una strategia vincente che ci vede per la terza volta qui presenti sempre maggiormente convinti dei benefici preventivi legati all'educazione stradale. Un plauso a tutte le persone coinvolte".

Nel corso della mattinata di incontro con la Polizia Locale i degenti del Burlo che hanno partecipato all’attività sono stati divisi in due squadre. Il gruppo dei piccoli, dai 5 agli 11 anni ha avuto a disposizione dei contenuti da colorare e leggere, con l’obiettivo di farli familiarizzare con la figura della Polizia Locale e la sua divisa, quale punto di riferimento per la sicurezza in città. Ai ragazzi tra i 12 e i 16 anni, invece, sono stati, invece, mostrati filmati con le dinamiche tipiche degli incidenti stradali per analizzarne, poi, le cause insieme ai vigili, al fine di rinforzare le conoscenze che gli adolescenti hanno già acquisito, per portarli alla consapevolezza delle proprie emozioni.

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