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Obiettivo salute, idee che danno una boccata d’ossigeno

Obiettivo salute, idee che danno una boccata d’ossigeno

Sempre innovative, ma attente alla salute: sono le invenzioni di medici, studenti e ricercatori in prima linea

Una maschera da snorkeling trasformata in respiratore per pazienti affetti da Covid, grazie a un raccordo realizzato con una stampante 3D, è una delle idee più utili e geniali di questa emergenza. La trovata, già brevettata dalla ditta Isinnova di Brescia, è del medico Renato Favero. Molte aziende con la disponibilità di stampanti 3D hanno ricevuto i disegni del dispositivo. Tra questi, anche la rete dei soci del FabLab di Udine, che ha iniziato a produrre valvole di plastica. “Favero – dicono da Isinnova – ha condiviso con noi l’idea della costruzione di una maschera respiratoria d’emergenza, riadattando una maschera da snorkeling già in commercio. Abbiamo contattato Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling. L’azienda si è resa immediatamente disponibile a collaborare, fornendo il disegno della maschera che avevamo individuato. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato tramite stampa 3D”. Isinnova ha deciso di condividere liberamente il file, per la realizzazione del raccordo in stampa 3D. Anche i friulani si sono attivati, per stampare il componente in plastica. L’iniziativa è totalmente priva di scopo di lucro. L’azienda non percepirà diritti sull’idea del raccordo, né sulla vendita delle maschere Decathlon. Anche l’ospedale civile di Pordenone, grazie alla sinergia tra Eps, azienda di Chions, e la veneta ‘Tecnologia e Design’, ha ricevuto una ventina di connettori, stampati in 3D, per trasformare le maschere da snorkeling in respiratori.


Udine sostiene il sistema educativo
Il progetto Appinventory dell’Università di Udine sbarca sul sito del Miur. Il lavoro è svolto nell’ambito del Sasweb Lab del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. AppInventory, accessibile in maniera gratuita all’indirizzo appinventory.uniud.it, è un catalogo di applicazioni, disponibili online e semplici da utilizzare, utili per supportare la didattica a distanza e la sperimentazione di modalità innovative di insegnamento e di apprendimento. Frutto di molti anni di studio, di analisi e di ricerca applicata, il catalogo, fruibile in maniera gratuita sia in italiano che inglese, raggruppa, in tre principali macro-aree e 25 categorie, ben 281 applicazioni per creare prodotti digitali utili per la didattica, come ad esempio presentazioni, mappe concettuali, linee temporali, per aggregare contenuti, per interagire ed organizzare specifiche attività, come quiz, moduli, sondaggi, lavagne condivise. “Si tratta di un’iniziativa - spiega il rettore Roberto Pinton - che dimostra l’impegno dei ricercatori, anche in questo periodo di emergenza nell’elaborare attività progettuali e nuove proposte, utili sia a rinsaldare reti nazionali e internazionali, sia a dare un supporto concreto alla società e al sistema educativo nazionale in un momento così difficile”.

Farmaci in tasca
“Grazie alla collaborazione dei medici e dei pediatri - spiega il vicegovernatore Riccardo Riccardi - in Friuli Venezia Giulia sarà possibile superare uno dei ritardi nella digitalizzazione che il nostro Paese sta scontando e ricevere le ricette dei farmaci direttamente tramite una app per smartphone. Se in passato avessimo investito di più sulla tecnologia oggi cittadini e professionisti subirebbero meno i disagi derivanti dalla riduzione dei contatti sociali, quindi dobbiamo adottare strumenti che possano rivelarsi utili anche in futuro”. Riccardi ha rimarcato che “il confronto con i professionisti della salute ci fornirà un ulteriore strumento in aggiunta a quelli già proposti per ridurre il numero di uscite dei cittadini per reperire i farmaci di cui hanno bisogno”. L’applicazione, che sarà disponibile gratuitamente sia per Ios sia per Android, raccoglierà le ricette emesse e i cittadini dovranno semplicemente recarsi in farmacia, mostrare il telefonino e ritirare il farmaco. “Inoltre, questo strumento potrà memorizzare più profili utente, di modo da rendere possibile per i parenti il ritiro dei farmaci per gli anziani” conclude Riccardi.

La solidarietà diventa digitale
L’associazione ‘Io ci vado’ di Martignacco, la Startup innovativa a vocazione sociale WillEasy di Udine con la collaborazione di Crowdm Italy di Trieste e MyFood di Trento con il progetto WillEasy Place, patrocinato da Anci Fvg e Confesercenti Udine, sono pronte per offrire supporto ad aziende e client. Offrono, infatti, un servizio gratuito, per fornire tutte le informazioni sulle consegne a domicilio e servizio di prenotazioni per asporto, gestione dei menu online, grazie a un motore di ricerca semplice, veloce ed intuitivo. Da lunedì 4 maggio le aziende possono registrarsi gratuitamente, andando sul sito www.willeasy.net e nei giorni successivi sul portale è attivo anche il motore di ricerca. Il servizio viene inizialmente promosso, grazie ai patrocini ricevuti, in Friuli Venezia Giulia, ma è disponibile su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è di implementare in futuro nuove funzionalità come ad esempio gestione degli ordini, pagamenti online, e-commerce e integrazioni con i sistemi che gli esercenti già dispongono, per fare diventare Willeasy Place un mercato virtuale dove comperare dalle aziende locali. La data del 4 maggio è stata scelta perché da questa data è cominciata la fase di vero cambiamento e gli imprenditori si sono dovuti attrezzare con questi tre strumenti, per evitare di perdere clientela e fatturato: canale per pubblicizzare il servizio di consegna a domicilio o servizio
per asporto; strumento semplice ed economico per farsi contattare e ricevere le richieste dei clienti; menu o listino on line. Da subito sono state attivate queste funzionalità: ricerca delle attività che consegnano nella zona, chi fa servizio per asporto, metodi di pagamento e tipi di buoni spesa comunali, gestione dei locali preferiti, menu interattivo online con filtri in base agli allergeni o ingredienti, contatto dell’esercente tramite whatsapp, telegram, email o telefono. “In questo momento storico di profondo cambiamento delle abitudini di vita ma anche dei modelli di business delle aziende - dice William Del Negro, presidente della Startup Innovativa WillEasy - non potevamo stare fermi e quindi sempre con l’obiettivo di semplificare la vita delle persone, rendendo le informazioni importanti facilmente fruibili e alla portata di tutti, abbiamo voluto supportare gli enti locali e associazioni di categoria, dando vita a quello che è un nuovo elemento dell’ecosistema”. Willeasy si differenzia per il fatto che con questo servizio gratuito, proposto per l’inserimento anche su Solidarietà digitale, “gli esercenti - conclude Del Negro - hanno il vantaggio di non aderire a un progetto che finirà con il Covid19, ma di far parte del primo motore di ricerca dell’accessibilità, di un processo di trasformazione digitale che li avvicina alla propria clientela. Un progetto quindi in continuo sviluppo”.

Mille modi per aiutare la scuola
La didattica a distanza ha fatto emergere un grave problema. Il 30 per cento delle famiglie italiane non avrebbe un pc a casa, o comunque non potrebbe collegarsi in Rete e, quindi, avere un dialogo virtuale con la scuola neache attraverso uno smartphone. Questo significa che molti bambini e ragazzi sono stati tagliati fuori dal mondo dell’istruzione che, nel bene p nel male, è andato avanti. Da questa emergenza nell’emergenza nasce il progetto #unpcperlascuola di Luca De Rosa e Federico Ballandini, ex compagni di scuola di Ronchi dei Legionari e Gorizia. Luca e Federico nonsoltanto aiutano gli studenti, ma contribuiscono anche alla riduzione dei rifiuti elettronici. Può sostenere questo progetto chi ha computer o tablet inutilizzati, anche con qualche difetto, che possono essere donati, permettendo di trasformare un apparente rifiuto in una preziosa risorsa. Se non si ha nessun dispositivo da regalare, si può comunque partecipare al progetto, contribuendo con una qualsiasi somma, che permetterà di far fronte alle spese per l’acquisto di componentistiche mancanti o danneggiate. Tutti i proventi delle donazioni saranno destinati interamente alle spese di riparazione e ripristino dei dispositivi. Anche le insegnanti della scuola dell’infanzia di Plaino, per restare in contatto con i loro piccoli alunni in questo momento in cui le aule sono chiuse a causa dell’emergenza coronavirus, hanno avuto un’idea geniale: la prima Radio Infanzia Plaino. L’iniziativa è stata lanciata sul sito dell’istituto comprensivo di Pagnacco con il primo messaggio audio delle maestre per “arrivare al cuore dei nostri bambini”. L’obiettivo è “far continuare il percorso educativo-didattico interrotto bruscamente a causa del coronavirus”. Gli appuntamenti di Radio Infanzia Plaino si articoleranno con alternanza variabile e faranno da stimolo per piccole attività o sorprese che via via saranno strutturate in modo interattivo.

Anche Trieste in pista
La Ulisse BioMed di Trieste ha scoperto che, dalla sua comparsa in Cina a oggi, il Sars-Cov-2 ha accumulato mutazioni ricorrenti e una di queste è localizzata nella sequenza codificante per un enzima virale chiamato “polimerasi”, fattore direttamente coinvolto nella capacità mutagena del virus. Questa scoperta potrebbe aprire la strada alla comprensione delle strategie messe in atto dal Coronavirus attraverso le mutazioni per eludere il sistema immunitario e resistere ai farmaci antivirali. Anche Elettra Sincrotrone dell’Area Science Park a Trieste ha collaborato alla ricerca compiuta da Ulisse BioMed che si è avvalsa della collaborazione dell’Institute of Human Virolog di Baltimore e ha visto il coinvolgimento di prestigiosi scienziati come Robert Gallo, co-scopritore dell’Hiv, e Davide Zella attivo da anni nel settore della microbiologia. Inoltre, ha collaborato allo studio anche il Campus Biomedico di Roma.

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