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Proseguono i lavori al Sacrario di Redipuglia

Il geometra Ugo Cappello: "Per noi lavorare qui è un onore"

Proseguono i lavori al Sacrario di Redipuglia

Procedono i lavori di restauro del Sacrario Militare di Redipuglia. Per i centomila caduti sepolti nel monumento costruito negli anni ’30 del Novecento sta per tornare lo splendore e la dignità che Greppi e Castiglioni avevano ideato durante il Ventennio. Si tratta di un particolare lavoro che sta interessando ormai da mesi l’intera struttura architettonica con una missione ben precisa: restaurare, sì, il monumento ma facendolo tornare alla bicromia originale con qualche accorgimento statico per un suo migliore mantenimento nel tempo.

Economicamente parlando si tratta di otto milioni di euro che hanno permesso alla Italiana Costruzioni, in primis, ma anche ad una serie di ditte in subappalto di procedere a quelli che erano interventi necessari al fine di preservare e mantenere nel tempo uno dei simboli della Prima Guerra Mondiale non solo nella zona del Goriziano italiano e sloveno ma nell’intera Europa.

Numerose sono le azioni che vengono portate avanti quotidianamente dalla ditta: le pietre sono state sabbiate, facendo risaltare il bianco naturale, mentre le lastre bronzee sono state scurite, creando un effetto di profondità ora eliminato dalla monocromia creatasi nel tempo. Smontate, le lastre vengono portate nella vicinissima ex cava dove l’Italiana Costruzioni e la ditta Navarra hanno montato un apposito laboratorio da campo, all’interno del quale specifiche procedure per ripulire e salvare dalle intemperie i manufatti vengono portate avanti nel corso delle varie fasi del restauro. Dalla sabbiatura, per togliere la vernice applicata circa una ventina di anni fa, fino alla totale ripulitura e l’applicazione di alcune sostanze per evitarne la corrosione, ma senza intaccare né il materiale né tantomeno il colore originale.

A ciò va sommata la struttura in inox che permette alle lastre di non essere più posizionate direttamente sul cemento armato, e quindi sui loculi, ma di essere appoggiate sopra di essa ed avere una maggiore flessibilità nel cambio di temperatura caldo-freddo. Per evitare di confondere, in fase di rimontaggio, le lastre ogni capsella è stata controllata e, dove fosse stata troppo rovinata, riscritto il nome del soldato sepolto. le Nel frattempo, le zone che negli anni erano cedute sono in fase di ripristino così come alcune zone del calcestruzzo. Tra gli interventi da citare anche il rifacimento di alcuni gradini.

Per quanto riguarda le tempistiche, alle quali sono interessati non solo i numerosi visitatori ma anche le varie società e aziende turistiche e culturali del territorio, il Capocantiere, geometra Ugo Cappello, ribadisce come “si sta procedendo bene” e che “in qualche mese sarà tutto completato”, salvo qualche strascico che nei cantieri di così grosse dimensioni è normale. “Con il 2020 riusciremo a ridare il monumento al Territorio”.

“C’è qualche piccolo intoppo ma fa parte del mestiere, in generale siamo contenti. Stiamo riportando alla buona salute il Sacrario stesso, è un monumento che merita tanto rispetto.

“Lavorare qui è anche un grande prestigio”, prosegue Cappello, “e fin dal primo giorno in cui abbiamo posizionato le grate ho chiesto agli operai di fermarsi per il silenzio” che quotidianamente è suonato alle 17 per ricordare i caduti di ogni guerra.

“Il restauro conservativo”, aveva precisato fin da subito il direttore del cantiere, l’ingegner Silvio Songini, “non modifica l’aspetto e le caratteristiche che 80 anni di storia hanno dato al monumento ma cristallizza lo stato in modo che non aumentino i problemi e il degrado. Siamo intervenuti sulla pietra con una pulitura a sabbiatura e in qualche tratto anche con idropulitura e sulle piastre in bronzo che riportano i nomi dei caduti. Vogliamo ridare al monumento il gioco cromatico di bianco/nero che aveva nel momento della sua realizzazione”.

E, a quanto pare, ci stanno riuscendo. Volendo dare qualche numero si tratta di circa 5mila lastre in bronzo rimosse, sabbiate, ripatinate e riposizionate, mentre circa 10mila le formelle riscritte nuovamente e rimesse a nuovo, anche totalmente. Per quanto riguarda, invece, le varie fasce dei 22 gradoni ripulite dalla sporcizia accumulatasi nel tempo si tratta di due chilometri.

La Via Eroica, intanto, è già pronta così come le tombe dei generali. Per la cerimoni del 4 novembre, dunque, nessun grosso problema ma, anzi, un monumento che si avvicina al completamento. Sicuramente, invece, il 2 giugno lo vedrà splendere nella sua integrità.

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