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Qualità dell'aria in Fvg, nel 2019 crescono le polveri sottili

Arpa ha presentato il rapporto annuale sui macro e micro-inquinanti monitorati. Migliora la concentrazione del biossido di azoto e di benzene e benzo[a]pirene

Qualità dell\u0027aria in Fvg, nel 2019 crescono le polveri sottili

In Friuli Venezia Giulia la qualità dell'aria è buona. Lo certifica la relazione annuale, redatta da Arpa in base ai criteri fissati a livello nazionale ed europeo dalla normativa di settore e presentata stamane in conferenza stampa dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, all'Energia e allo Sviluppo Sostenibile, Fabio Scoccimarro, assieme al direttore generale di Arpa Fvg, Stellio Vatta.

Il report, che prende in esame i dati del 2019 e li incrocia con quelli del quadriennio precedente, consente di evidenziare i cambiamenti strutturali intercorsi dal 2015 a oggi e di analizzare, grazie alla riclassificazione del territorio regionale per aree omogenee, non solo la situazione complessiva bensì ogni tessera del mosaico sia sul fronte delle variazioni sistematiche che su quello delle tendenze di lungo periodo.

Nello specifico, il documento sottolinea la sostanziale risoluzione dei problemi legati agli ossidi di azoto, che fino al 2014 rappresentavano ancora una criticità tale da poter sollecitare azioni disciplinari a livello comunitario, e un'ulteriore riduzione del benzene. Da migliorare invece, secondo Arpa, le statistiche relative all'emissione di polveri sottili, in particolare nel Pordenonese e nella Bassa Friulana, e di benzoapirene, inquinante associato soprattutto alla cattiva combustione della legna.

"I dati che ci troviamo a commentare - ha spiegato Scoccimarro - sono testimonianza dell'attenzione dell'amministrazione regionale sul fronte ambientale: un versante sul quale la Giunta intende investire con forza, non solo per rispettare ma addirittura per anticipare le scadenze fissate dal Green Deal europeo".

"L'obiettivo - ha rimarcato l'assessore - è di affermare il Friuli Venezia Giulia quale capofila a livello comunitario nell'uso efficiente di risorse, nello sviluppo di un'economia pulita e circolare e nella riduzione dell'inquinamento: traguardi fissati al 2050, ma che la nostra regione può ambire a tagliare entro il 2045".

Arpa Fvg ha predisposto una relazione volta a descrivere l’andamento sul Friuli Venezia Giulia dei macro e microinquinanti per i quali è stato definito un limite in aria ambiente. Alla relazione sono state allegate anche delle specifiche infografiche per agevolare la diffusione delle informazioni.

A seguito della pubblicazione della relazione annuale verranno anche rilasciati in modalità aperta i dati primari raccolti dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria che, uniti a quelli già messi a disposizione, costituiscono un patrimonio di 15 anni ininterrotti di monitoraggio del “clima chimico” sopra la nostra regione.

Nella relazione 2019, in più rispetto agli anni precedenti, è anche stata inserita la riclassificazione delle zone nelle quali la nostra Regione è stata divisa ai fini della gestione della qualità dell’aria (Montagna, Pianura, Triestina). Questa riclassificazione, effettuata ogni 5 anni, serve a mettere in luce le variazioni sistematiche e strutturali nella qualità dell’aria.

L’andamento delle condizioni meteorologiche nel 2019 ha determinato un innalzamento generalizzato dei livelli di polveri sottili dopo la diminuzione osservata nell’anno precedente. L’alternanza più o meno regolare di anni con maggiore o minore presenza di polveri e ozono nell’aria è un comportamento ben noto e già documentato nel quinquennio precedente. La relazione sulla qualità dell’aria, seguendo le indicazioni della normativa di settore (D.Lgs 155/2010), ha preso in considerazione tutti gli inquinanti “normati”, ovvero quelli per cui esiste un limite di legge in aria ambiente.

Questi inquinanti sono raggruppabili in due grandi famiglie: quella dei “Macroinquinanti” (materiale particolato, ossidi di zolfo e azoto, ozono, benzene e monossido di carbonio) e quella dei “Microinquinanti” (benzo[a]pirene e metalli pesanti quali l’arsenico, il cadmio, il nichel e il piombo). Rispetto agli anni precedenti, nella relazione 2019 è stata anche inclusa la riclassificazione delle zone nelle quali è divisa la nostra regione ai fini della gestione della qualità dell’aria (Montagna, Pianura, Triestina). La riclassificazione, obbligatoria ogni cinque anni (in questo caso 2015-2019), consente di mettere in luce i cambiamenti strutturali nella qualità dell’aria al netto della variabilità meteorologica annuale. La riclassificazione ha evidenziato un miglioramento sistematico e strutturale per quanto riguarda le riduzioni nelle concentrazioni del biossido di azoto e, limitatamente alla sola zona Triestina, un miglioramento significativo relativamente alle concentrazioni di benzene e benzo[a]pirene.

 

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