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Ricordati a Viscone i cent'anni dal restauro dell'effigie di Madonna di Strada

Sentita processione tra vie e campi dalla parrocchiale fino al santuario mariano

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Era il 1919 quando alcuni malviventi, entrati di nascosto nel piccolo santuario di Madonna di Strada, a metà tra gli abitati di Viscone e Medeuzza, e sfregiarono la statua della Vergine tagliandole mani e piedi. Fu grazie all’opera di don Gaetano Mauro, cappellano militare di stanza negli anni della guerra proprio a Viscone, una volta uscito dai campi di prigionia, a proporne il restauro che avvenne di lì a poco. A ricordo di questo importante evento la parrocchia, assieme alle altre sei dell’unità pastorale, ha deciso di commemorare un luogo di culto molto sentito nella zona con alcune celebrazioni particolari. Dalla novena fino alla processione di sabato 23. Un corteo coloratissimo si è snodato dalla chiesa parrocchiale di Viscone fino a Madonna di Strada. Uno stendardo per ogni parrocchia rappresentata, da Chiopris a Medea, da Ajello e Joannis a Nogaredo e San Vito al Torre. Non sono mancati numerosi i fedeli di Medeuzza, che negli anni si è legata a Madonna di Strada con un apposito voto.

Ad officiare la Santa Messa in una chiesetta stracolma padre Salvatore Cimino, superiore generale della Congregazione religiosa dei missionari Ardorini, fondata proprio dallo stesso don Gaetano Mauro che ne ha ricordato le numerose virtù, tanto da essere aperta la causa di beatificazione.

Partecipazione popolare molto sentita, dunque, con il corteo che ha attraversato vie e campi nella tenue luce del tramonto ed accompagnato dal suono tradizionale delle campane, suonate a mano in entrambe le chiese anche grazie alla cospicua presenza degli iscritti all'associazione Campanari del Goriziano. Guardando non solo al passato ma anche al futuro. Il più giovane della processione assieme alla più anziana, la signora Jolanda, classe 1924, hanno acceso un’apposita lampada, il cui olio sarà fornito anno dopo anno dall’amministrazione comunale, per ricordare l’unione non solo delle generazioni per mantenere vive le tradizioni ma anche il sentire popolare.

“Guardiamo al passato, a cent’anni fa quando alcuni ladri tagliarono la testa e le mani all’immagine della Madonna, cara a tutta la nostra comunità di Chiopris Viscone” ha ricordato il parroco, don Federico Basso. Guardiamo a oggi perché dobbiamo tramandare la fede che i nostri padri hanno tentato di mantenere integra e tramandare fino a noi. In questa celebrazione abbiamo coinvolto le sette comunità dei campanili riuniti e di Medeuzza che è legata al santuario da un voto particolare”. “La fiammella che abbiamo acceso e che è stata donata dall’amministrazione comunale”, ha concluso don Federico, “è un simbolo semplice, ma va curata e mantenuta per poter illuminare il cammino di ciascuno di noi”.

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