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Riparte 'A scuola per conoscerci' contro il bullismo omotransfobico

Il progetto per la prima volta senza la Regione Fvg. Negli anni incontrati più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della regione e più di 30 sono state le scuole coinvolte

Riparte \u0027A scuola per conoscerci\u0027 contro il bullismo omotransfobico

Il progetto regionale “A scuola per conoscerci”, iniziato nell’anno scolastico 2009/10, è oramai giunto alla sua undicesima edizione.

"Da più di dieci anni insieme alle scuole e con l’appoggio degli Enti Locali - spiegano i diversi soggetti organizzatori coinvolti (Antonella Nicosia – Presidente Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia Onlus, Nacho Quintana Vergara - Presidente Arcigay Friuli, Angela Cattaneo - Presidente Alfi-Lune, Prof. Davide Zotti - Responsabile educativo “A scuola per conoscerci”
Dott.ssa Margherita Bottino - Responsabile scientifica “A scuola per conoscerci”)-, in particolare la Regione Autonoma FVG, abbiamo svolto un importante ruolo per la prevenzione e il contrasto del bullismo omotransfobico, così come per l’inclusione e la visibilità degli studenti e delle studentesse LGBTQ. In questi anni abbiamo incontrato più di 13.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della regione e più di 30 sono state le scuole coinvolte in questo progetto. Abbiamo organizzato incontri di formazione per il personale della scuola, convegni, incontri con le famiglie, presentazione di libri. Abbiamo collaborato con l’Università degli Studi di Trieste per svolgere una ricerca sul bullismo omofobico e sui fattori che possono prevenirlo. Abbiamo prodotto materiale informativo e divulgativo. E abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti, prima fra tutti la medaglia di bronzo da parte del Presidente della Repubblica nel 2011. Riteniamo che nel nostro Paese sia importante continuare a sostenere la cultura del rispetto e la valorizzazione delle differenze, in particolare promuovendo il benessere delle e degli adolescenti che appartengono alle minoranze sessuali. In questo senso crediamo fermamente nel ruolo educativo della scuola e nella sua capacità di dialogare e collaborare con chi per esperienza e competenza ha elaborato e realizzato negli anni proposte che vanno in questa direzione. Le ricerche nazionali e internazionali parlano chiaro: il numero di studentesse e studenti vittime e testimoni di omofobia e transfobia è ancora molto alto. Come riportato dalla ricerca statunitense svolta nel 2017 dalla più importante organizzazione americana che si occupa di questo tema (GLSEN), il 70% degli studenti LGBT è vittima di insulti omofobici mentre il 29% è vittima di violenza fisica. In Italia, un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma (Ioverno, Baiocco, Nardelli, Orfano, & Lingiardi, 2016) ha pubblicato risultati altrettanto preoccupanti: il 48% del campione ha dichiarato di aver sentito i compagni di scuola utilizzare insulti omofobici e il 76% degli studenti ha riportato la presenza di scritte omofobiche all’interno delle strutture scolastiche, per citare solo alcuni esempi. La letteratura scientifica internazionale così come le più importanti organizzazioni mondiali (Unesco, Unicef, ONU) evidenziano le gravi conseguenze a cui è esposto chi è vittima o testimone di aggressioni omofobiche in età adolescenziale, sia sul piano psicologico (ad es., depressione, comportamenti suicidari, comportamenti sessuali a rischio) che scolastico (assenza da scuola, insuccesso scolastico, isolamento dal contesto).
Purtroppo, per la prima volta dopo dieci anni, nella nostra regione non abbiamo più l’appoggio delle istituzioni locali per portare avanti il nostro progetto. Tuttavia, forti della nostra decennale esperienza, dei riconoscimenti ricevuti in questi anni e della stima dimostrata da docenti, dirigenti e da una parte significativa della società civile, vogliamo guardare avanti con fiducia, proseguendo la nostra esperienza con le scuole e con chi ha creduto e crede ancora in questo progetto. Oggi diamo avvio ad una campagna di raccolta fondi per sostenere le attività del progetto, convinti che l’impegno per una società libera da pregiudizi e discriminazioni sia un obiettivo comune per il cui raggiungimento molti possono e vogliono portare il loro contributo. Infatti, già nel corso di alcune iniziative promosse all’interno del recente FVG Pride, molte persone hanno voluto dare un loro contributo per far proseguire questo progetto che non può e non deve fermarsi. Sul sito e sulla pagina FB dedicati al progetto ci sarà modo di trovare tutte le informazioni utili per
fare una donazione: un piccolo gesto che ci aiuterà a proseguire il nostro decennale impegno per prevenire e contrastare l’omotransfobia e per favorire la visibilità delle/degli adolescenti e dei temi LGBTQ a scuola".


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