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San Vito, al via il recupero degli antichi stemmi araldici della Torre Raimonda

E’ stata condotta un’indagine fotografica specialistica e i risultati hanno consegnato dei risultati molto interessanti

San Vito, al via il recupero degli antichi stemmi araldici della Torre Raimonda

Nuova importante attività nel solco del recupero delle radici della secolare storia di San Vito al Tagliamento. Durante la fase di indagine ed elaborazione del progetto di ripavimentazione ed adeguamento infrastrutturale di via Pomponio Amalteo promossa dall’Amministrazione sanvitese, in corso in questi mesi, gli architetti Paolo Zampese e Fabiola Molinaro, professionisti che stanno seguendo il cantiere, hanno analizzato ed evidenziato la presenza di alcuni lacerti di affresco che si trovano sulla parete sud della Torre Raimonda e dunque si affacciano sulla stessa via Amalteo. Presenze di particolare interesse ma di cui oggi si notano appena i contorni, se a vedere non è un occhio attento ed esperto.

E’ stata quindi condotta un’indagine fotografica specialistica e i risultati hanno consegnato dei risultati molto interessanti: è emerso che i lacerti svelano stemmi araldici da ricondurre a personaggi illustri per la storia di San Vito al Tagliamento. Analizzando nel dettaglio i due “ritrovamenti”, si evidenzia che il primo stemma è situato tra le due feritoie che contenevano i bolzoni del ponte levatoio della Torre Raimonda. “Risulta leggibile - spiegano gli architetti Zampese e Molinaro - il disegno di uno scudo del tipo gotico antico con ripartizioni orizzontali di colore rosso e bianco (in origine argento) e la presenza nel riquadro alto di tre rose, sempre rosse”. Lo stemma può essere attribuito al Patriarca Nicolò Donà (1434 - 1497).


Di particolare interesse anche il secondo stemma, in posizione centrale sulla facciata esterna della Torre Raimonda. Esso si trova a destra dell’asse della porta originaria. Risulta leggibile il disegno di uno scudo di tipo sagomato con partiture verticali rosse e bianche. Ai lati dello scudo sono evidenti la presenza di un reticolo di cordoni con nappe che discendono dal galero (cappello). Le nappe leggibili sono dieci per lato. C’è poi una ulteriore corona decorativa, formata da sfere, che avvolge il tutto. In questo caso lo stemma viene attribuito al Patriarca Marino Grimani (1489 - 1546). Quest’ultimo va ricordato per aver promosso la crescita urbana di San Vito; in particolare, ha sostenuto l’ampliamento del centro abitato nel settore occidentale così da definire il borgo di San Lorenzo. Ha inoltre fatto innalzare la torre su via Altan (Torre Grimana) e ha configurato il sedime dove poi ha fatto edificare il palazzo patriarcale dotato di brolo.

Messa al corrente della presenza dei due stemmi, l’Amministrazione comunale ha ritenuto di adottare tutte le misure utili alla tutela e alla salvaguardia del bene in quanto
documento fondamentale per la storia di San Vito. In questi giorni è stato allestito l’impalcato utile a raggiungere l’area posta a 7 metri d’altezza e si provvederà quindi al loro restauro così da garantire l’integrità del supporto originario e la lettura degli stemmi per la comunità e i visitatori.

I lavori di restauro veri e propri prenderanno il via dalla prossima settimana e si ipotizza la loro conclusione entro il mese di settembre così da restituire al centro storico Torre Raimonda arricchita dagli stemmi araldici.

“L’intervento di recupero e conservazione dei due affreschi è un ulteriore e significativo tassello - afferma il Sindaco Antonio Di Bisceglie - che si aggiunge alle numerose opere di valorizzazione del patrimonio di San Vito al Tagliamento avviate in questi anni. Come Amministrazione comunale ci siamo presi questo ulteriore impegno utile a contribuire a rendere la nostra cittadina ancora più accogliente, ancora più attrattiva”.

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