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Scuole in Fvg, classi sovraffollate, sedi staccate e spazi insufficienti

Alcuni istituti devono fare i conti con il record di iscrizioni e i gravi ritardi nella gestione dell'edilizia scolastica accumulati in questi anni

Scuole in Fvg, classi sovraffollate, sedi staccate e spazi insufficienti

Il termine 'classi pollaio' fa orrore, ma rende bene l’idea di aule sovraffollate, dove solo la dedizione degli insegnanti e la buona volontà degli studenti permettono di porre rimedio e di ottenere livelli di istruzione tra i migliori a livello nazionale. Di questo tipo di classi ne abbiamo ancora molte, anche se non è facile tracciare un quadro completo, tanto più che si tratta di una situazione a macchia di leopardo. Stando ai pareri raccolti le situazioni più complicate si registrano a Udine e Trieste, dove per altro molte sedi sono ospitate in edifici storici.
“I problemi non mancano - conferma Luca Gervasutti, dirigente del liceo classico Stellini -. La nostra situazione è piuttosto complessa: stiamo sfruttando ogni metro quadro disponibile. Stringiamo i denti perché comprendiamo che serve tempo per affrontare i problemi: quest’anno avremo uno spazio messo a disposizione dall’Edr e abbiamo adibito ad aula un laboratorio. La stessa sorte è toccata ad aula docenti e aula magna. Tutto è complicato dal fatto che nel biennio abbiamo numeri molto alti, con una seconda da 30 studenti e le prime composte da 26 ragazzi. Siamo stati costretti a non accogliere richieste di iscrizione in ritardo perché non abbiamo spazio. Per altro, dobbiamo dedicare un’ala intera al Liceo Uccellis, che a sua volta deve affrontare problemi di spazio ed è sparpagliato in numerose sedi”.


IL PREZZO DEL SUCCESSO - Altra situazione difficile quella del liceo artistico Sello che sconta, pare paradossale, il prezzo del successo: “La carenza di aule è un problema con il quale combattiamo da anni - conferma la dirigente Rossella Rizzatto - tanto più che visto il nostro tipo di didattica abbiamo bisogno di lavorare nel cuore della città. Avevamo dato in prestito nel 2014 aule ad altri istituti nel plesso di via Diaz, mai restituite. Il problema non solo le scuole, ma l’assenza di una politica dell’edilizia scolastica lungimirante. Da quando ho assunto la guida di questo liceo siamo cresciuti di 400 studenti e siamo tra i licei più rappresentativi a livello nazionale. Un aiuto prezioso ci viene fornito dall’Edr che ha installato in via Diaz appositi container dotati di ogni confort dove ricavare 4 nuove aule. Abbiamo inoltre trasformato in nuovo laboratorio un magazzino. Per rispettare le norme sulla sicurezza ed evitare classi pollaio siamo stati quindi costretti a limitare le iscrizioni e ci spiace molto. Le quattro sedi (quella centrale, di via Gorizia, di via Diaz e di via del Vascello) sono funzionali all’orario con ragazzi e insegnanti che viaggiano nelle varie aule, ma ovviamente far funzionare bene questo meccanismo è davvero impegnativo”.
Alla preside abbiamo chiesto cosa servirebbe per lavorare meglio: “Sarebbe indispensabile riqualificare il polo di via Diaz. Chi decide dovrebbe tenere conto delle peculiarità delle scuole e dell’andamento delle iscrizioni, valutando con attenzione l’evoluzione. Quest’anno abbiamo quattro prime in più, con dentro dai 24 ai 27 studenti e non ho potuto accoglierne una quinta, semplicemente perché non sapevo dove metterla. Prima con la Provincia, poi con l’Uti, ora con l’Edr abbiamo sempre lavorato molto bene, ma si continua a lavorare in condizioni di urgenza. Bisognerebbe invece fare una buona programmazione a livello di politica regionale, assieme a chi si occupa di scuola”.

IL RISIKO DELLE AULE - Diversa la situazione dell’Istituto Malignani, che con i suoi 2.800 studenti e più di 600 nuovi iscritti distribuiti in 27 prime rappresenta un vero e proprio gigante. Sono in corso lavori molto estesi per la messa a norma antisismica che riguarda ben 30 aule. Il suo preside, Andrea Carletti, spiega che si tratta di una situazione contingente: “Ci avevano offerto una collocazione in altra struttura, ma abbiamo preferito chiedere all’Edr di metterci a posto alcuni spazi interni un tempo occupati da magazzini. Ora abbiamo 34 aule pronte e siamo molto soddisfatti. Quanto all’affollamento, poche classi superano i 27 studenti. Su 120 classi si contano sulle dita di una mano quelle con numeri molto elevati, ma abbiamo dedicato loro gli spazi più ampi a disposizione. Quando tutto sarà a posto avremo altre 40 nuove aule”. Anche sul territorio si registra qualche problema soprattutto quando si tratta di dotazioni strutturali, come nel caso del Convitto Paolo Diacono di Cividale, dove in passato si era valutato addirittura di utilizzare gli spazi di una caserma dismessa e sono al vaglio ipotesi alternative.

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