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Si è conclusa a Trieste la Staffetta Alpina

Terminato il lungo viaggio per rendere omaggio ai 150 anni delle Penne Nere

Si è conclusa a Trieste la Staffetta Alpina

Si è concluso il viaggio della Staffetta Alpina che, da Ventimiglia a Trieste, ha percorso 1.500 chilometri, toccando alcuni dei luoghi più carichi di storia, per rendere omaggio ai 150 delle Penne Nere.

Ieri l'ultima frazione da Udine al capoluogo regionale. Udine, la città della “Julia”, che ha conferito nel 1995 la cittadinanza onoraria alla Brigata, ha salutato la partenza della fiaccola della memoria proprio dalla Di Prampero, la caserma sede storica del Comando Brigata.

L’Alza Bandiera, la deposizione di corona al monumento ai Caduti sotto la statua del Generale Cantore, nel chiostro del convento cinquecentesco che ospita la “Julia”, oltre al Comandante delle Truppe Alpine (ed ex Comandante della Julia nel 2012-2013) Generale di Corpo d’Armata Ignazio Gamba, al Comandante della Brigata, il Gen. B. Fabio Majoli, con tutta l’Ana del FVG, i labari e i gagliardetti hanno fatto da cornice alla Staffetta che, si è mossa per completare la corsa iniziata il 6 giugno a Ventimiglia con gli alpini della “Taurinense” prima, e da quelli del Centro Addestramento Alpino di Aosta, poi. La staffetta ha sostato in religioso silenzio all’interno delle sale cimeli della “Julia”.

L’appuntamento a Udine con le migliaia di alpini dell’Ana è dall’11 al 14 maggio 2023 per la 94esima Adunata Nazionale, adunata di Udine e di tutte le Sezioni Ana del Friuli Venezia Giulia, che sono ben otto. Oltre a Udine, ricordiamo Trieste, Pordenone, Gorizia, la Sezione Carnica, Palmanova, Cividale e Gemona del Friuli.

Quindi dal capoluogo friulano la staffetta è partita verso Trieste passando da Cargnacco, piccolo comune alle porte di Udine dove ha sede il Tempio Ossario Nazionale “Madonna del Conforto”, opera voluta dopo la seconda guerra Mondiale da Don Carlo Caneva, già Cappellano Militare e reduce di Russia, per ricordare i quasi centomila caduti e dispersi dell’ Armata Italiana in Russia (ARMIR).

Il Tempio è stato consacrato nel 1955. Dopo l’emozionante e doveroso passaggio al Tempio di Cargnacco la Staffetta è entrata nella splendida città di Palmanova, attraverso Porta Udine, La Loggia della Gran Guardia ha ospitato tantissime penne nere dell’Ana per il doveroso omaggio ai Caduti al monumento di tutte le guerre. Presente il Generale di Brigata Nicola Piasente, Comandante della Brigata Alpina “Taurinense”, friulano, originario di San Giorgio di Nogaro, iscritto nella Sezione Ana di Palmanova.

Dopo la città stellata la staffetta ha reso omaggio alla tomba dei dieci militi ignoti, sepolti nel cimitero degli Eroi, nella zona antistante la Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta di Aquileia. Il silenzio è stato eseguito dal CMS Alessandro Pacelli, Bersagliere in servizio all’11° Reggimento della Brigata Ariete.

I corridori hanno proseguito lungo la strada statale 14, che passa all’interno del Sacrario Militare di Redipuglia, uno dei più imponenti del Mondo. Inaugurato nel 1938 da Mussolini, contiene le spoglie di più di 100.000 soldati Caduti nella Grande Guerra. È il fulcro di un parco commemorativo di oltre 100 ettari che comprende una parte del Carso goriziano-monfalconese, teatro durante la Grande Guerra delle durissime battaglie dell’Isonzo, con le enormi dimensioni dell’area coinvolta che lo rendono il più grande sacrario militare d’Italia e uno dei più grandi al Mondo.

Dopo il Sacrario di Redipuglia, la staffetta ha reso gli onori al monumento ai Caduti della Divisione Alpina “Julia”, al Parco della Rimembranza di Gorizia. L’ultimo tratto dell’ultima Tappa, in provincia di Trieste, è iniziato da Villa Opicina, zona alta della città di Trieste, dove ha sede il Reggimento Piemonte Cavalleria “2°”. Fin dal 2014 i Cavalieri del “Piemonte” fanno a tutti gli effetti parte della “Julia”, sono i baschi neri della “Julia”.

L’ultima staffetta, composta dalle penne nere dell’8° e dai baschi neri di “Piemonte”, oltre agli instancabili amici dell’Ana delle sezioni di Trieste e Udine, è scesa dall’altopiano carsico che sovrasta Trieste passando prima per il Santuario di Monte Grisa, tempio Nazionale a Maria Madre e Regina e si è poi diretta all’interno dello splendido parco del Castello di Miramare. Non si poteva concludere la lunga marcia della fiaccola della memoria con uno scenario migliore, cosi romantico come il Castello di Miramare, residenza di Massimiliano d’Asburgo, fratello dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, nella metà dell’800. La staffetta a Trieste ha visto arrivare in Piazza Unità più di 50 staffettisti.

A Trieste gli Alpini sono sempre stati numerosi e anche l’affetto dimostrato oggi all’arrivo della Staffetta, da parte dei Triestini scesi in Piazza Unità testimonia l’attaccamento alle penne nere. Piazza Unità ha accolto la conclusione della Staffetta dei 150 anni, come degna cornice: l’Ana e il Comando Truppe Alpine hanno messo in opera una serie di mostre, gazebi, esposizioni storiche e di mezzi in dotazione all’Esercito. Ormeggiata al molo antistante Piazza Unità d’Italia, era presente nave “Alpino”, fregata missilistica in organico alla Marina Militare Italiana, varata nel 2014. Le precedenti tre navi con il nome “Alpino” sono state costruite, varate ed utilizzate dal 1909 fino al 2006.

Udine-Trieste vuole anche dire 10 adunate nazionali. Infatti alle quattro ospitate da Udine, Trieste, che assieme a Torino detiene il record, ne conta ben sei! Nel 1930 la prima, poi le altre nel 1939, 1955, 1965, 1984, e l’ultima nel 2004. Per l’Associazione Nazionale Alpini la staffetta alpina del 150esimo anniversario dalla costituzione si è conclusa oggi a Trieste con un grande successo di pubblico lungo tutto il percorso che, dal 6 giugno, ha portato da Ventimiglia a Trieste la fiaccola della memoria e della tradizione alpina, con gli Alpini della “Taurinense”, del Centro Addestramento Alpino di Aosta e della “Julia”.

Nel chiudere un'attività che ha visto impegnarsi le Truppe Alpine dell’Esercito il ricordo non poteva andare alle manifestazioni dei 100 anni che nel 1972 proprio a Trieste videro l’allora Sottotenente del 64 corso AUC Evelino Mattelig triestino che nel luglio del 1972 comandò la staffetta del centenario (partita nella forma di raid alpinistico Il 16 giugni da Savona con 48 pattuglie militari che si diedero il cambio fino ad arrivare a Roma). Nella tratta da Redipuglia a Trieste fu proprio Evelino ad imbarcarsi sull’incrociatore Alpino assieme agli Alpini della staffetta, con l’allora generale Franco D’Andreis Comandante dell’allora 4 Corpo di Armata Alpino e il presidente ANA Franco Bertagnolli, per raggiungere Pescara per far proseguire la staffetta verso Roma. Proprio a lui cinquanta anni dopo l’onore di accogliere la fiaccola a Trieste e chiudere idealmente quanto fatto a quel tempo.

“Il 18 luglio la staffetta del battaglione “Gemona”, comandata dal Sott. Ten. Evelino Mattelig parte dal Sacrario di Redipuglia per Trieste dove gli alpini s’imbarcano sulla fregata Alpino e raggiungono Pescara. Rendono omaggio, con il lancio di due corone in mare, ai loro caduti ed ai marinai periti nel naufragio del Galilea”.

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