Home / Tendenze / Spunta un elmetto italiano sul tetto di Villa Priuli, a Turriaco scatta la curiosità

Spunta un elmetto italiano sul tetto di Villa Priuli, a Turriaco scatta la curiosità

La conferma grazie alle foto aeree di Fabio Bergamasco ma resta il dubbio sulla sua presenza

Spunta un elmetto italiano sul tetto di Villa Priuli, a Turriaco scatta la curiosità

Come un elmetto italiano della Prima Guerra Mondiale sia arrivato sul tetto della piccionaia di Villa Priuli, a Turriaco, resta da scoprire. Un mistero che, in questi giorni, sta veramente facendo il giro del paese e sui social come tra i tavoli dei locali la curiosità cresce. A fare la particolare scoperta un appassionato di stelle che, per sbaglio, puntando male il cannocchiale si è ritrovato a vedere questo strano corpo proprio al centro del tetto dell’edificio. Ma è stato grazie all’ausilio del veloce drone di Fabio Bergamasco che si è potuto appurare la natura dell’oggetto. Si tratta, infatti, di un elmetto ‘Adrian’ di produzione successiva al giugno 2916.

Numerose le illazioni, ma lo storico locale Vittorio Spanghero ha due ipotesi principali. La prima è che possa essere stato dimenticato lì dai soldati che popolavano, numerosi, il piccolo paese durante la Prima Guerra Mondiale. Turriaco, di fatto, oltre ad essere ricordato, tristemente, per la presenza di bordelli, è stato per un periodo sede di un comando militare e, proprio nella zona della piccionaia, i soldati erano soliti radunarsi. Una foto del 1916, infatti, ritrae alcuni militari proprio su quel tetto e un abbandono pare essere una delle opzioni. La seconda, invece, è che possa essere un materiale di recupero post bellico e che sia risultato perfetto per coprire la parte finale del tetto, spesso difficile da chiudere e dentro al quale, poi, spesso pioveva. Sicuramente ipotesi più accreditata in quanto lo stesso elmetto, come provato dalle foto aeree di Bergamasco, è fissato con un apposito palo conficcato.

Una storia che, forse, non avrà mai una conclusione certa, magari riaffiorerà dalla memoria di qualche anziano, magari resterà nell’obio. Rimane, in ogni caso, la grande curiosità e l’interesse di un intero paese che da giorni si domanda della natura di quell’oggetto che lì, sicuramente, non è arrivato per caso.

0 Commenti

L'economia in un click

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Green

Business

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori