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Storie di donne del Friuli Venezia Giulia

Seconda edizione del progetto della Commissione regionale pari opportunità per valorizzare figure femminili d'ispirazione

Storie di donne del Friuli Venezia Giulia

Figure femminili che hanno fatto o stanno facendo la storia del Friuli Venezia Giulia. Oggi numerose donne, tra testimonianze dirette e affettuosi ricordi di chi non c'è più, hanno parlato di altre donne partecipando alla prima giornata (la seconda si svolgerà giovedì prossimo, 27 gennaio) della seconda edizione di "Iniziamo da noi", evento organizzato in modalità web dalla Commissione regionale pari opportunità (Crpo Fvg).

"Abbiamo aperto le segnalazioni di queste figure-esempio del nostro territorio oltre che alle associazioni, anche agli enti locali - ha fatto sapere la presidente Crpo Fvg, Dusy Marcolin, passando poi la parola a Fulvia Raimo che ha coordinato il webinar - per valorizzare il lavoro che viene fatto in favore delle donne, per la loro tutela in ambito lavorativo piuttosto che quando sono vittime di violenza. Le loro storie, segnate da coraggio e tenacia, punto di riferimento per noi e per le generazioni future, saranno presto a disposizione sul sito Internet della Commissione, nella sezione Archivio della memoria delle donne del Fvg".

"La scelta fatta dalla Crpo Fvg - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, attraverso un messaggio fatto arrivare da Roma, dove si trova come Grande Elettore del prossimo presidente della Repubblica - è stata quella di non banalizzare o generalizzare la vita delle donne, bensì dare il giusto omaggio a chi ha avuto il coraggio di spiccare il volo trovando, così, consacrazione al proprio talento. Questo appuntamento di due giorni è la giusta ribalta alle donne del Friuli Venezia Giulia".

E un "grazie dell'idea che avete avuto di costruire il quadro complessivo delle donne che, con la loro determinazione, sono riuscite ad essere protagoniste della nostra comunità" è arrivato dall'assessore regionale a Lavoro e Famiglia, Alessia Rosolen. "E' bello sapere che resteranno ad esempio per chi verrà dopo di loro".

Dando il via alle storie delle donne friulano-giuliane meritevoli di essere menzionate, dal Comune di Fiume Veneto è arrivata la scelta di presentare Leda Santarossa, laureata a Padova in scienze biologiche e preside della scuola fiumana Alighieri per un ventennio, a iniziare dagli anni '60. "Donna avanguardista e coraggiosa nel campo della pedagogia e dell'istruzione", è stata la definizione datale.

Il Comune di Pozzuolo del Friuli ha parlato della contessa Cecilia Gradenigo, grazie alla quale nel 1881 permise con un lascito la nascita dell'istituto agrario Sabatini, una scuola che doveva essere aperta senza preclusioni a maschi e femmine. "Donna percorritrice dei tempi, pensava che l'istruzione fosse un bene per il miglioramento non del singolo individuo, ma dell'intera collettività", è stato detto di lei.

L'associazione Casa internazionale delle donne di Trieste ha portato ad esempio Zanette Chiarotto, una delle fondatrici dell'associazione negli anni '80. "Il suo impegno sociale e politico - è stato spiegato di lei - ha lasciato un grande segno. La lotta per il superamento dei muri posti contro le donne, muri che spesso hanno eretto anche le leggi, è stata fondamentale per Zanette, figlia di italiani in Francia e laureatasi alla facoltà di Magistero a Trieste".

Il Comune di Latisana si è presentata con Rosi Braidotti, attualmente eminente professoressa universitaria a Utrecht, in Olanda, dove è salita in cattedra a 32 anni. A 13 anni e mezzo è emigrata a Melbourne, in Australia, dove ha potuto studiare filosofia, ma è rimasta attaccatissima alla sua terra friulana. "Porto dentro il distacco al Friuli - ha detto lei stessa -, terra fatta di appartenenza e al contempo di grandi diversità, di accoglienza e di apertura. Siamo molto speciali, immaginativi e unici nel mondo".

Per il Comune di Gemona, la donna-esempio è Emanuela DeMarchi, scomparsa lo scorso anno a soli 57 anni. "Era una forza della natura che abbiamo perso troppo presto - è stato sottolineato -. Dall'89, ha portato avanti con il padre il Laboratorio internazionale della comunicazione. Insieme hanno unito Gemona al mondo e fatto conoscere Gemona al mondo, facendola uscire dal binomio Gemona uguale terremoto".

L'Ambito Donna del Medio Friuli, di cui fanno parte 11 Comuni, ha presentato la ricercatrice dell'università di Trieste Silvia Marchesan, la cui giovane età non le impedisce di essere già una pluripremiata. Di lei è stato detto che è stata scelta "non solo per il suo talento e la sua dedizione per il bene della comunità, ma anche come fulcro ed esempio per le scienziate e le ricercatrici delle future generazioni. Forte la sua attenzione all'ambiente, alla cura delle malattie e delle infezioni batteriche, è impegnata nella divulgazione scientifica a livello universitario, ma anche presso i licei scientifici".

Il Comune di Cividale ha deciso all'unanimità di portare come esempio la cestista Sara Braida, che ha fatto della sua attività sportiva anche la sua professione. "L'abbiamo scelta - è stato spiegato - per l'apporto che sta dando alla Federazione sport sordi Italia seguendo la squadra femminile di pallacanestro". "Le atlete che alleno non sono professioniste - ha spiegato la stessa Braida, lanciando un appello alla politica -. Stiamo lottando per ottenere dei permessi lavorativi collegati all'attività sportiva, ma i datori di lavoro a oggi non li concedono per questa motivazione, perciò le mie ragazze devono utilizzare i giorni di ferie".

Una sportiva anche per il Comune di Palmanova, ovvero la calciatrice triestina di nascita, ma figura ormai nota a livello nazionale, Sara Gama, spiegando che "anche il mondo dello sport è stato ed è un grande sostenitore dei diritti civili, si pensi alle Olimpiadi del '68 e alle atlete che hanno combattuto e continuano a combattere per poter gareggiare. Sara è una giovane donna di grande valore, che si sta impegnano nel settore delle pari opportunità ed è un esempio di come lo sport possa abbattere gli stereotipi e le diversità tra uomini e donne".

La contessa Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà è stata, invece, scelta dal Comune di Moruzzo "quale esempio di emancipazione femminile, lei, nata benestante in America nel 1862, istruita, studiosa di lingue straniere, amante della pittura, ha fatto molto per il settore dell'impresa, ma anche per la pace e i diritti umani grazie alla vastità dei suoi interessi". Suo l'impegno per le donne attraverso l'insegnamento dei merletti istituendo sette scuole-cooperative, piuttosto che attraverso l'apertura di una fabbrica di giocattoli a Fagagna.

Capacità di essere riuscita a conciliare la vita imprenditoriale come architetto con quella familiare come moglie e madre di 4 figli, la motivazione che ha fatto scegliere Maria Antonietta Cester Toso, classe 1925, al Comune di Gonars. Per tutti semplicemente Toni, laureatasi nel '49 a Venezia, è stata la prima donna ad attivare in paese, due anni dopo, un proprio studio professionale. "Sapeva far star bene le persone, socializzava con tutti, di ogni età e livello sociale", è stato ricordato.

Il Comune di Paularo ha presentato la concittadina Dina Della Schiava, l'artigiana degli scarpets, le ciabatte tipiche della Carnia a cui Dina, con l'aiuto della figlia Chiara operatrice di moda, ha dato e continua a dare una nuova vita, ad esempio abbinandoli ai costumi da bagno. "Fin da piccola - ha raccontato lei stessa - giocavo con le stoffe e i fili colorati. La mia è stata una strada tortuosa e anche da mamma di 4 figli ho continuato a lavorare con le stoffe. Ho iniziato con i mercatini in Friuli guadagnando molto poco, finché non sono stata notata e hanno parlato di me anche i giornali".

Da ultimo, il Comune di Spilimbergo ha ricordato Nives Rizzotti, nata nel 1965 e morta per Covid a marzo 2021, "ma non prima di lasciare un esempio di bontà e di coraggio al mondo del lavoro e al mondo della scuola, cosa che nel 2015 le ha fatto anche avere un premio per i suoi 50 anni di attività. Nel '65 il padre creò una piccola falegnameria, alla cui direzione poi si mise proprio Nives facendola conoscere oltre lo Spilimberghese e soprattutto, nel 1994, facendola diventare una bottega-scuola. Perciò alla produzione nota per la sua eleganza, si affianca un lavoro nel mondo del volontariato e dell'istruzione. Oggi sono la figlia e il genero a portare avanti il germe che ha seminato".

Il secondo appuntamento per parlare del coraggio e del valore delle donne del Fvg è quindi programmato tra due giorni, giovedì 27, a partire dalle 14.30. Per partecipare basta inviare una mail a cr.organi.garanzia@regione.fvg.it. 

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