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Successo per i presepi di Tapogliano

A raccontarli, assieme ai due creatori, è Ferruccio Tassin

Successo per i presepi di Tapogliano

Piccola, ma 'vivarôsa' (che è qualcosa di più che vivace), la Tapogliano nostra. Si spalanca sulla piazza principale punteggiata di case padronali, perfino con lapidi romane, ancona di Sant’Antonio e splendida chiesa votiva di Santa Margherita da Cortona (sec. XVIII). 

Tigli spogli disegnano lo spazio, che si apre su di un insieme di vie come la palma di una mano. Qui, fra Natale ed Epifania, è venuta tanta gente.

Paese non da poco, Tapogliano, fra i più belli della Bass, con la villa gentilizia dei Pace, il durion, la cortina (fortificazione superstite sulla strada verso il guado del Torre); le case antiche della povera gente. 

Dal Cinquecento, al 1797, confine fra Austria e Venezia, parla di arte popolare e alta.

A Tapogliano la gente non è venuta solo per la Fiesta dal Zuf, variante 'festiva' della polenta, che un tempo, in occasione di neve e freddo, riempiva pance lunghe, e ricche di appetito, di grandi e piccoli.

C’erano due presepi significativi: coi sassi del Torre, di Carla Peras e il Presepio Friulano di Graziano Tomasin.

Non è che abbia caratterizzazione 'nazionale', il presepio, ma capanna e abitatori intorno al Bambino vivono in un ambiente che va dal santuario di Maria Lussari a Barbana; dalle valli del Natisone con la casa materna del Presepiaio a Codromaz, al castello di Miramare, all’ambiente di Tapogliano. 

Monti, colline, strade, case, palazzi, chiese; fiumi, fontane, lagune, immersi in una luce che va dall’alba al tramonto, con la vita quotidiana raccontata da oggetti e personaggi intagliati nel legno. Graziano è stato per anni “a bottega” da Giorgio Bagolin, scultore e intagliatore che fa parlare il legno, e ne ha preso il desiderio di narrare, con tanto lavoro, passione e buon gusto messi in comune nel periodo natalizio.

Sempre la natura ha offerto ai visitatori stupende foto nella mostra fotografica di Claudia Bazzeo e Alvaro Comar “Sprazzi di Natura”.

Animali fra acque, alberi, terra e cielo, come sospesi nel tempo in dialogo con acque e boschi, a sussurrare che, chi sa guardare, trova la vita in dialogo con bellezza e sentimento.

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