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Take away, il cibo di strada piace sempre di più

Nonostante il boom del food delivery, il cibo a domicilio, il settore della ristorazione ‘prendi e porta a casa’ continua a crescere

Take away, il cibo di strada piace sempre di più

Sono le abitudini di vita che ci portano – salvo rare eccezioni  di chef dilettanti - a dedicare sempre meno tempo alla spesa quotidiana e alla preparazione di cibi in casa.
Più della metà dei lavoratori, infatti, mangia fuori casa durante il pranzo, mentre la maggior parte delle persone consuma la cena tra le mura domestiche. Non è detto, però, che anche di sera ci sia il tempo o la voglia di preparare elaborati manicaretti. Ecco allora che è esploso anche in Italia - e sta crescendo anche in Fvg - il fenomeno del ‘food delivery’, la consegna a domicilio di piatti e persino interi menù.

Certo, a volte si spende un po’ di più rispetto al ristorante, ma si guadagna in comodità.
Prima del delivery – e soprattutto prima delle app che ne aumentassero esponenzialmente la diffusione – esisteva già il take away, tradotto come cibo per asporto, che riguardava soprattutto le pizzerie, il fast food o il cibo etnico (su tutti kebab e cinese).

Oggi, si sa, l’offerta si è ampliata, ma, a guardar meglio, si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto le città e i centri più grossi. Nei paesi resiste orgogliosamente la pizza al taglio.
“I cosiddetti ‘take away’, pur essendo contenuti nei numeri, sono un fenomeno in crescita, evidentemente associata al cambiamento delle abitudini di degli ultimi anni e alla comodità e rapidità del servizio, che risponde in modo immediato alle esigenze di famiglie sempre più impegnate fuori casa, per il lavoro o altre attività – commenta Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio di Udine e Pordenone -. Inoltre entra in gioco anche la tecnologia. Il take away è spesso abbinato alle app che consentono di prenotare e anche farsi consegnare il cibo, un fatto che si sta diffondendo sempre più ed estendendo anche ad altri comparti della ristorazione, per così dire, più tradizionali e ad altri tipi di servizi”.

“La tendenza è chiara: il pasto fuori casa prevale – sottolinea Carlo dall’Ava, imprenditore e presidente Fipe Udine -. La differenza con il recente passato è la qualità del prodotto. I clienti, anche i turisti stranieri, sono sempre più evoluti, più sensibili e attenti, per cui frequentano un certo locale perché prepara un determinato piatto. E da noi, a differenza delle grandi città, funziona ancora molto il passaparola, mentre i siti specializzati nella valutazione non sono ancora ritenuti in grande considerazione”.

L’esperienza diretta di un imprenditore, Luca Buonocore, titolare di Tony’s pizza a Udine e a Pradamano, racconta la quotidianità dei clienti del take away.
“La differenza tra la clientela di città e quella in paese è abbastanza netta – spiega -. A Udine lavoriamo di più a pranzo, per chi mangia un trancio di pizza veloce durante la pausa dal lavoro o dalle lezioni, mentre in paese c’è più richiesta di sera o d’estate, in genere per cene tra gli amici. In entrambi i casi, comunque, è aumentata la richiesta di ricevere il cibo a domicilio, piuttosto che venirselo a prendere”.

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