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In Fvg le cerimonie per il Giorno della memoria

Alla Risiera di San Sabba, a Trieste, la commemorazione alla presenza del presidente della Regione Massimiliano Fedriga

In Fvg le cerimonie per il Giorno della memoria

Mercoledì 27 gennaio, nel rispetto delle disposizioni anti Covid 19, in tutta la regione sono in programma cerimonie per il Giorno della Memoria, per ricordare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, i27 gennaio 1945. Una data simbolica per ricordare al mondo tutto l’orrore del sistematico sterminio di massa che ha macchiato la storia del Novecento. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 27 gennaio di ogni anno “Giorno della Memoria” per commemorare le vittime dell’Olocausto.

A Trieste, alle 10.00, nella Stazione Ferroviaria Centrale (lato partenze di via Flavio Gioia), è stata  deposta una corona sulla lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati verso i campi nazisti dal settembre 1943 al febbraio 1945. Alle 11.00, alla Risiera di San Sabba, monumento nazionale, unico campo di sterminio nazista con forno crematorio in Italia, si è svolta la cerimonia commemorativa del Giorno della Memoria 2021. 

"Il Giorno della Memoria è fondamentale non solo per ricordare ma anche per costruire il futuro - ha affermato a Trieste il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga -. Contro il popolo ebraico vediamo ancora moltissima intolleranza, violenza e discriminazione".

"Non dobbiamo sottovalutare quanto continui ad accadere in Israele dove le persone hanno paura di portare i figli a scuola o di andare a fare la spesa oppure in Francia dove le chiese vengono incendiate. Quanti sono - si è chiesto Fedriga - i cristiani ancora perseguitati in tutto il mondo?. Siamo diventati una società manichea. Un commento o una frase scomposta sui social diventa il centro del mondo, mentre le persone ammazzate perché sono di una religione diversa non vengono considerate da nessuno".

"Momenti come il Giorno della Memoria, ci aiutano ad aprire un po' di più gli occhi, spingendoci - ha detto in conclusione Fedriga - a intervenire a livello internazionale in modo coerente per tutelare la vita, i diritti e le libertà delle persone".

"Il fatto che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non abbia rinunciato a commemorare il Giorno della Memoria pur in una situazione di crisi politica che stiamo vivendo, pone al giusto livello valori diversi - afferma il presidente dell'Assemblea legislativa regionale, Piero Mauro Zanin -: quello appunto della memoria, che deve chiamarci a interrogare le nostre coscienze sull'orrore che è stato lo sterminio di intere popolazioni solo perché diverse da altre, rispetto invece ai limiti dell'uomo anche nell'azione di governo. Sono onorato di rappresentare il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia a questa commemorazione presso la Risiera di San Sabba, a Trieste, uno dei tre campi di concentramento del Friuli Venezia Giulia con Gonars e Visco. L'Assemblea rivivrà la Giornata della Memoria - ha detto ancora Zanin - nella seduta in calendario per il primo febbraio prossimo, quando a riportarci agli anni dello sterminio saranno le testimonianze di alcuni degli ultimi sopravvissuti a quella immane tragedia".

"Noi abbiamo oggi una grande responsabilità, soprattutto nei confronti dei giovani", ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo, anche lui alla cerimonia. "In questi mesi abbiamo perso tanti degli ultimi protagonisti diretti delle deportazioni e di ciò che è stato il grande orrore del '900, portati via dalla pandemia. La nostra responsabilità, di educatori e responsabili della cosa pubblica, è tramandare affinché i giovani siano i primi a dirci: 'Non deve mai più succedere'".

Un pensiero, quello alle nuove generazioni, rivolto anche dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che ha poi aggiunto: "L'Olocausto ha segnato il destino di un popolo, in questo luogo è stata uccisa la libertà".

"Queste mura parlano e ci dicono che qui ha preso corpo la sopraffazione dell'uomo contro l'uomo, che qui si è dispiegato un programma di odio e di morte, che qui sono state consumate vite in nome di ideologie disumane e crudeli", gli ha fatto eco monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste.

Il presidente Zanin ha rappresentato la Regione anche alla deposizione di una corona d'alloro a Gorizia, al monumento eretto nel piazzale Martiri della Libertà, a cui era presente anche l'assessore Sebastiano Callari, e a Cormòns, davanti alla stele posta a memoria e monito contro tutti gli olocausti, in via di Manzano.


La cerimonia in Risiera ha visto anche la deposizione di corone d'alloro da parte di Regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura e Comune di Trieste, rispettivamente con il Presidente della Regione FVG, il Prefetto e Commissario di Governo e il Sindaco di Trieste, nonché dei rappresentanti delle Associazioni e dei gruppi che partecipano alla commemorazione.
Sono seguiti i discorsi dei Sindaci di Trieste e di San Dorligo – Dolina e la celebrazione dei diversi riti religiosi per ciascuna comunità: cattolica, ebraica;  serbo-ortodossa; evangelica; avventista; elvetica; luterana; metodista.
Il rito greco-orientale non è stato  officiato, in quanto l’archimandrita è bloccato fuori Trieste.

A Udinealle 12, è stata deposizione una corona in viale della Vittoria. La Polizia di Stato di Udine e l’Associazione Nazionale Polizia di Stato hanno celebrato la Memoria dei poliziotti che, nel 1944, in servizio alla Questura di Udine, furono deportati nei campi di sterminio nazisti senza fare più ritorno in Patria, e i cui nomi sono scolpiti nella lastra marmorea nel piazzale interno della Questura. Una funzione religiosa è stata officiata dal Cappellano della Polizia di Stato di Udine, don Olivo Bottos, presso il Tempio Ossario a cui hanno partecipato, oltre ai labari delle Associazioni d’Arma, autorità civili e militari, tra le quali il Prefetto Vicario, i vertici provinciali delle altre forze armate e di polizia, unitamente al personale della Polizia di Stato, pur nel rispetto dei limiti e del distanziamento imposti dalla vigente normativa anticovid.

Al termine della messa, le autorità hanno  deposto una corona in memoria del sacrificio dei nove poliziotti al monumento collocato fin dall’anno 2003 nel cortile interno della Questura in ricordo delle vittime dell’Olocausto, ed, in particolare, delle Guardie di Pubblica Sicurezza, in servizio alla Questura di Udine, uccisi nei campi di sterminio: Vice Commissario Aggiunto Filippo Accorinti, Guardia di P.S. Alberto Babolin, Vice Brigadiere Bruno Bodini, Applicato di P.S. Giuseppe Cascio, Guardia di P.S. Mario Comini, Commissario Antonino D’Angelo, Guardia di P.S. Anselmo Guido Luigi Pisani, Vice Commissario Mario Savino e Commissario Giuseppe Sgroi. L'unico sopravvissuto di quel tragico rastrellamento fu il Maresciallo Spartero Toschi, che dopo la prigionia e il campo di concentramento tornò a Udine dove morì nel 1964.

"La vera memoria sta nell'esercizio quotidiano delle coscienze a riconoscere le minacce ai valori di eguaglianza e giustizia, quei valori su cui oggi si regge la pace per la nostra comunità. Il sacrificio consumato nei campi di sterminio nazisti non va mai dimenticato".
Queste le parole pronunciate dall'assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, a margine della celebrazione promossa dalla Questura di Udine.
La mattinata si è aperta con la Messa celebrata nel Tempio Ossario per commemorare i dieci uomini appartenenti all'allora Corpo delle Guardie di Polizia deportati nei campi di sterminio nazisti, di cui solo uno rientrò in Italia.
Mutuando le parole di Liliana Segre, il cappellano della Polizia don Olivo Bottos ha richiamato il valore della memoria come vaccino contro la superficialità e il pregiudizio. "Nella memoria - ha detto - gli assenti diventano presenti, il loro silenzio parla e colma anche il vuoto che, inevitabilmente col passare degli anni, lasciano i tanti testimoni di quel tempo che aprirono i cancelli dell'orrore".
Il questore di Udine, Manuela De Bernardin, dopo aver ricordato i dieci poliziotti arrestati nell'estate del 1944 e deportati nei campi di concentramento, ha richiamato il sacrificio di milioni di vittime e i principi di legalità e unità incardinati nella Costituzione, con il cui ausilio è possibile affrontare anche lo stravolgimento che la pandemia ha imposto all'attuale momento storico.  

Anche a Pordenone si è svolta la cerimonia in ricordo delle vittime di quel tragico e oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell'Europa e per conservarne la memoria. Il Prefetto Domenico Lione ha presenziato alla deposizione di una corona al Monumento del Deportato in piazza Maestri del Lavoro e alla targa commemorativa collocata in memoria della Shoah nella sede dell'ex provincia. Presente, assieme alle autorità, anche il presidente dell’Aned di Pordenone, il 93enne Eliseo Moro che fu deportato a Dachau.

"Istituire la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo sono tra gli atti più importanti che abbiamo fatto di recente. Purtroppo i negazionisti ci sono a destra e, sebbene qualcuno si ostini a negarlo, anche a sinistra e continuano ad opporsi alla verità della Storia. Ci sono orrori che sono verità e vanno conosciute e ammesse. Come ci ha lasciato scritto Primo Levi, "Meditate che questo è stato": è quanto dobbiamo fare perché la tragedia non accada più".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a margine della cerimonia organizzata dal Comune di Pordenone in occasione della Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto e del nazifascismo.

"Sono qui - ha detto Eliseo Moro - per dare un messaggio ai giovani, perché sappiano e ricordino cosa abbiamo passato noi in Italia a quei tempi brutti. Oggi voi potete vedere qualche video, qualche foto, ma tutte le atrocità che sono realmente accadute sono indicibili e sono successe. Anche oggi - è stata l'amara rifessione a margine della cerimonia - riaffiorano quei tempi talvolta: vedo tante guerre, nella rete corre tanta violenza e la cosa sconvolge, fa paura. Del resto questa maledetta pandemia confina noi anziani e vecchi, ci leva il contatto e la parola con i giovani: noi testimoni non possiamo continuare a incontrare bambini e ragazzi nelle scuole, la cosa più importante di tutte. Succede ancora troppo poco, possiamo - ha ammonito Moro - fare di più".

Nella mattinata sono state consegnate anche le medaglie d'onore concesse "ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra ed ai familiari dei deceduti" ai congiunti delle sottoelencate vittime recandosi nei Comuni di rispettiva residenza. Si tratta di Albino Pasianot di Montereale Valcellina, deportato dal 10/09/1943 al 01/05/1945; Giuseppe Castagnotto di Villotta di Chions, deportato dal 10/09/1943 al 01/05/1945; Roberto Severino Mottin di Zoppola, deportato dal 12/09/1943 al 10/10/1945; e di Antonio Scapolan di Cordenons, deportato dal 08/09/1943 al 03/09/1945.

"Il ricordo della Shoah rappresenta un valore che dobbiamo difendere come un principio fondante della nostra civiltà" ha detto oggi a Gorizia l'assessore regionale al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, a margine della cerimonia dedicata al Giorno della Memoria che si è svolta in piazza Martiri della Libertà d'Italia. Tra gli altri, presente all'evento anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin.
Come ha sottolineato l'assessore, la regione è stata testimone delle grandi tragedie accadute nel secolo scorso. "In particolare Gorizia - ha detto Callari - ha vissuto il dramma dei deportati nei campi di concentramento e anche per questo motivo la cerimonia odierna è un appuntamento a cui ho sempre partecipato, con la consapevolezza di rappresentare quei valori di libertà e di democrazia che sono l'essenza della nostra Repubblica".
Callari ha infine ricordato i rapporti di collaborazione e di amicizia che legano la Regione allo Stato di Israele, "a dimostrazione di un legame non solo di natura istituzionale ma anche ideale, che riconosce - ha concluso - nella comunità ebraica un importante protagonista della storia, della cultura e dell'economia delle nostre terre". 

"Le persecuzioni degli ebrei sono state ingiustizie e disumanità che non possono ottenere alcuna scusante. Sentiamo forte il dovere di non dimenticare il dolore, i soprusi e le terribili violenze perpetrate verso gli ebrei, anche italiani. L'impegno più grande è far conoscere alle più giovani generazioni questi efferati orrori e consentire così alla memoria di non conoscere mai l'oblio". Lo afferma in una nota il Gruppo della Lega in Consiglio regionale in riferimento al Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come data per commemorare le vittime dell'Olocausto. "Sarà inevitabilmente un Giorno della Memoria diverso dal solito - conclude la nota del Carroccio - poiché, a causa della pandemia, non sarà possibile organizzare e partecipare ai tradizionali eventi di commemorazione. Tuttavia, la memoria non si ferma ed è nostro dovere morale, sia come Istituzioni che come cittadini, fare in modo che quelle orribili pagine di storia servano da insegnamento per combattere senza paura ogni forma di razzismo e di totalitarismo".

"Oggi, Giornata della Memoria, il dovere di tutti è quello di ricordare la vergogna dell'Olocausto - afferma in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti -: per non abbassare la guardia, per fermare l'antisemitismo ancora presente e chi ancora nega. Oggi, ancora di più, ricordiamo le tragedie che provoca ogni forma di razzismo". "Dare per scontato ciò che scontato non è e pensare che quanto accaduto non potrà mai più accadere - conclude Moretti - è uno dei peggiori errori che potremmo commettere".

“Piena adesione ai doveri civici ed etici che la Giornata della Memoria anche quest'anno torna a sollecitare alla mia coscienza di cittadina e di legislatrice”. La esprime la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani (Pd) in una lettera inviata al presidente della Comunità ebraica di Trieste, ispirata “dal bisogno di condividere sentimenti di pietà infinita verso chi fu travolto dalla violenza, di condanna perpetua verso chi alimentò l'odio, di riconoscenza verso chi è ancora prezioso testimone dell’orrore”.

“Noi che vogliamo restare cittadini liberi di un Paese democratico in un'Europa riunita e solidale – scrive Serracchiani - abbiamo imparato che si può e si deve distinguere tra vero e falso, tra bene e male, tra giustizia e arbitrio. Perciò, celebrare la sconfitta del disegno nazifascista significa al contempo rinnovare la lotta contro i negazionisti e i riduzionisti, contro l'antisemitismo e l'intolleranza, siano essi promossi da ideologie perverse, singoli individui o entità statuali”.

“In questo periodo segnato dalle limitazioni e dai drammi della pandemia – aggiunge la parlamentare dem - credo sia ancor più doveroso ribadire il nostro comune impegno a rievocare uno dei massimi crimini ideati e commessi contro l'umanità, e in particolare con il popolo ebraico eletto a vittima da annichilire”.

"Contro ogni rigurgito di antisemitismo e razzismo serve una mobilitazione culturale e civile – affermano i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli nel Giorno della memoria –. I recenti insulti del gestore di malga Pramosio a Liliana Segre, come le tante svastiche che compaiono sui muri italiani in questi giorni, sollecitano ciascuno di noi a fare la sua parte per fermare la diffusione di questi messaggi intollerabili che offendono la dignità delle persone, ma anche la memoria di un territorio, il nostro, che ha subito indicibili atrocità a causa dell’occupazione nazifascista. Quanti sanno che ci fu un campo di concentramento a Visco? Ancora oggi si possono vedere i 120 mila metri quadri di superficie, a cavallo di quello che per secoli fu un confine, allestiti dai fascisti per gente rastrellata in Jugoslavia. Difendere e mantenere viva la memoria è un imperativo morale e un dovere storico per le generazioni future".

“Memoria vuol dire chinare il capo di fronte a quella tragedia ma alzare subito gli occhi per evitare che ciò accada di nuovo”. E’ la riflessione che il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli pubblica sulla sua pagina Facebook in occasione della Giornata della Memoria. “Per ricordare sempre cosa l'umanità è capace di fare – scrive Shaurli - per ricordare sempre come nella culla della cultura può germinare e prendere il potere il seme dell'odio, del disprezzo della vita umana, della sopraffazione dell'uno sull'altro, dell’annientamento del diverso per religione, etnia, orientamento sessuale o politico”.

“Per ricordare sempre che non erano pazzi solitari ma c’erano folle urlanti e adoranti sotto i loro balconi - continua il segretario dem - per ricordare sempre che non sono incubi lontani da diventare tragica leggenda ma drammi concreti che hanno attraversato ogni angolo d'Europa anche Trieste, Visco, Gonars e tutta la nostra terra”.
“Per ricordare sempre che 75 anni di pace sono una conquista che va difesa ogni giorno – aggiunge Shaurli - per ricordare sempre che il seme della violenza, dell'odio del ‘diverso’, della sopraffazione fisica e verbale sono purtroppo ancora ben presenti, come sono ben presenti pericolosi pifferai che sognano folle urlanti sotto i loro balconi”.

“Mai più l’orrore del razzismo e di qualsiasi totalitarismo: la memoria di quanto accaduto, anche in Friuli Venezia Giulia dove furono attivi i campi di concentramento fascisti e nazisti di Trieste, Gonars e Visco, non deve mai venir meno”. È il messaggio del gruppo consiliare regionale di Forza Italia, composto dai consiglieri Giuseppe Nicoli, Mara Piccin, Franco Mattiussi e Piero Mauro Zanin, in occasione del Giorno della memoria.

“Le campagne d’odio fondate su motivazioni razziali, nazionali, etniche o politiche – continuano i consiglieri - vanno combattute ogni giorno. Oggi si manifestano in forme diverse dal passato e i suoi autori cercano di giustificarsi con il diritto di esprimere opinioni, ma l’essenza rimane la stessa: per questo non va mai abbassata la guardia contro derive autoritarie ed espressioni d’odio di qualsiasi genere. Come liberali e ispirati ai principi democratici – concludono -, non possiamo tollerare revisionismi tesi a riabilitare qualsiasi forma di dittatura passata o presente, per combattere i quali abbiamo le armi dell’educazione e della memoria”.

“Ricordare significa imparare da quanto accaduto in passato”. Lo affermano i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, in occasione del Giorno della Memoria. “Mettere in atto i comportamenti che vengono da ogni parte auspicati in questa giornata è il modo migliore per ricordare le vittime degli orrori della Shoah”.
“Anche recentemente abbiamo assistito a episodi, anche nella nostra regione, che cozzano con i valori richiamati in occasione di commemorazioni come quella di oggi” aggiungono i consiglieri Cristian Sergo, Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella e Andrea Ussai. “Il Giorno della Memoria sia quindi un momento di riflessione non soltanto sugli errori del passato, ma anche su parole e atteggiamenti di oggi – concludono gli esponenti M5S -, per fare in modo che violenza, intolleranza e razzismo diventino solo un brutto ricordo”.

“Come insegna il Talmud: “chi salva un uomo salva il mondo intero”. Prendiamolo come esempio, proprio oggi in occasione del Giorno della Memoria - afferma Sandra Savino, deputata e coordinatrice regionale per il Friuli Venezia Giulia di Forza Italia -. Ognuno di noi si impegni a salvare un’anima, riflettendo sull’orrore della Shoah. Salviamo soprattutto i giovani, sempre più a esposti a linguaggi ed episodi violenti, sempre più attratti da quelle simbologie che hanno segnato il secolo scorso. La memoria è niente senza anima, impegniamoci allora perché si ricordi sempre la vergogna delle leggi razziali e della deportazione degli ebrei, perché questo orrore non si ripeta mai più”.

"Ricordiamo per onorare la memoria delle vittime della Shoah, tra cui migliaia di italiani uccisi lontano da casa e dai loro affetti più cari". E' questo il sentimento espresso, in una nota, dai consiglieri del Gruppo regionale di Fratelli d'Italia.

"In questa drammatica ricorrenza il nostro pensiero commosso va a tutte le vittime della persecuzione e a chi ancora oggi porta dentro di sé i segni indelebili di quelle atrocità. Nel Giorno della Memoria - prosegue la nota di Fratelli d'Italia - vogliamo ricordare non solo gli atroci crimini, ma anche il coraggio di tanti uomini e donne che hanno rischiato la loro vita per salvarne altre dalla ferocia dello sterminio. Ricordiamo chi ha saputo anteporre il senso di giustizia alla disumanità, affinché il loro gesto possa essere un segnale di speranza e un esempio morale e civico per tutti".

"Continuiamo a ricordare - conclude il Gruppo - per contrastare la violenza umana in ogni sua forma, affinché gli orrori del passato non tornino mai più".

 

 

 

 

 

 

 

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