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Un esercito i multati che fanno ricorso, ma rischiano grosso

Sono fioccate a migliaia le sanzioni per violazione delle norme sul Coronavirus. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi

Un esercito i multati che fanno ricorso, ma rischiano grosso

Sono fioccate a migliaia le sanzioni per violazione delle norme sul coronavirus. Siccome molti cittadini potrebbero aver fatto confusione tra i Dpcm del governo e le ordinanze della Regione e, quindi, aver ‘disobbedito’ in buona fede, si sta scatenando la corsa ai ricorsi. Se si parla di 500.000 sanzioni in tutta Italia, l’esercito di chi vorrebbe evitare la multa potrebbe essere molto agguerrito. Peccato che non si riesca ad avere un numero certo di chi ha fatto ricorso in Friuli Venezia Giulia, neanche chiedendo alla Prefettura di Trieste. Certe sono, però, almeno gli importi delle sanzioni amministrative.
“L’importo delle sanzioni previste dal Decreto legge 19 del 20 marzo 2020 e destinate peraltro a essere raddoppiate in caso di reiterazione della condotta – spiega l’avvocato Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi - è compreso tra i 400 euro e i 3.000 euro in caso di violazione delle norme anti-Covid effettuate senza veicolo, aumentatano a un terzo se l’infrazione è avvenuta con veicolo. Sanzioni entrambe che vengono ridotte del 30% in caso di pagamento entro 30 giorni dalla contestazione. Per quanto riguarda, poi, le attività produttive e gli esercizi commerciali, è prevista la sanzione accessoria della sospensione anche immediata dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni”. Un vero salasso. E’ ovvio che non tutti vogliano metter mano al portafoglio.

“Qualora si ritenga – continua l’avvocato - che ci siano gli estremi per opporsi alla contestazione ricevuta, si può presentare una memoria difensiva alla Regione, al Prefetto o al sindaco, a seconda della tipologia della norma che è stata violata, illustrando gli elementi che rendono illegittimo il verbale. In caso di mancato accoglimento del ricorso, verrà emanata un’ordinanza-ingiunzione, con aumento della sanzione e ancora una possibilità di impugnazione, da farsi valere sempre entro 30 giorni, questa volta innanzi al Giudice di Pace”. Puschiasis, però, mette in allerta. “Meglio valutare bene se proporre opposizione – conclude Puschiasis -. In caso di esito infausto il trasgressore potrebbe trovarsi a pagare un vero e proprio salasso”.

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