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Villa Opicina, avviato il riassetto della stazione

Rfi ha riattivato sette binari, incrementando la capacità dell’impianto, grazie a un investimento da 1,5 milioni di euro

Villa Opicina, avviato il riassetto della stazione

Riattivati sette binari dei Fasci “Arsenale” e “PMC” nella stazione di confine di Villa Opicina. L’intervento, durato sette mesi, è stato finanziato per 1,5 milioni di euro nell’ambito del progetto “Ultimo Miglio”.

I binari ripristinati saranno destinati alla sosta delle locomotive. Queste potranno accedere autonomamente, riducendo i movimenti di manovra, grazie alla nuova linea aerea per la trazione elettrica installata su quattro di essi. Saranno così liberati alcuni binari di stazione e aumentata di conseguenza la capacità ricettiva dello scalo.

Nel corso di quest’anno saranno avviati ulteriori lavori di potenziamento complessivo della stazione. Sarà realizzato un nuovo Apparato Centrale a calcolatori che gestirà un maggior numero di binari. Con le opportune modifiche al piano regolatore generale, sarà implementato il modulo 750 metri, standard europeo di riferimento per la lunghezza dei treni merci, e quindi per il Corridoio TEN - T Mediterraneo di cui Villa Opicina costituisce un impianto transfrontaliero strategico tra Italia e Slovenia.

La stazione rientra inoltre nel progetto “TriHub” che prevede lo sviluppo infrastrutturale e la connessione sistemica con Cervignano Smistamento e il Porto di Trieste, che funge da scalo di riferimento per le merci verso il Centro e l’Est Europa.

Grazie a questo insieme di interventi si punta a efficientare i servizi necessari per il transito transfrontaliero. Minimizzare i costi significa accrescere la competitività del trasporto su ferro e contribuire alla transizione ecologica.

La volontà di coniugare ambiente e sviluppo dei trasporti rientra fra le missioni di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). Tutte le opere che si stanno realizzando nell’area del Friuli Venezia Giulia sono il segno di questa strategia. Il rispetto dei tempi programmati e la qualità delle realizzazioni confermano l’obiettivo di porre il territorio giuliano tra i principali riferimenti logistici europei.

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