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A Miramare riapre il sentiero sopra il Viale dei lecci

Verrà riaperto ufficialmente al pubblico sabato 6 aprile, secondo l'orario di apertura del Parco

A Miramare riapre il sentiero sopra il Viale dei lecci

In occasione della conclusione dei lavori di ripristino dell’area boschiva nel Parco del Castello di Miramare, eseguiti dagli operatori forestali della Direzione Centrale Risorse Agricole, Forestali e Ittiche della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, giovedì 4 aprile alle ore 10 ci sarà l’apertura del sentiero sopra il Viale dei lecci alla presenza della direttrice del Museo Storico e il Parco del Castello Andreina Contessa, dell’Assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e di tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato al recupero.

Il sentiero verrà ufficialmente aperto al pubblico e sarà perennemente fruibile, da sabato 6 aprile secondo il regolare orario di apertura del Parco. Un ulteriore momento di festa per la riapertura del sentiero si svolgerà anche domenica 7 aprile con la “Passeggiata del cuore”, iniziativa a cura del club Soroptimist Trieste.

La collaborazione con il Corpo forestale regionale, dopo mesi di lavori nella zona boschiva del parco, mostra dunque i suoi primi frutti. I lavori condotti sul sentiero sopra il Viale dei lecci, hanno permesso di riportare alla luce particolari che erano stati sovrastati dalla vegetazione per mancata manutenzione, mettendo in risalto il disegno dei percorsi e pregevoli arredi architettonici. Sono state condotte operazioni di pulizia generale e di taglio selettivo di piante cresciute spontaneamente che consentiranno di godere di numerosi scorci sul mare preclusi alla fruizione pubblica.

Sono invece affidati alle cure della Direzione del Museo storico e Parco del Castello di Miramare delicati lavori di conservazione come la potatura di trasparenza volta a rimondare solo le parti secche delle chiome e altri progetti che richiedono attenzione come il recupero filologico dell’area secondo gli intenti di chi la concepì e altre pratiche agronomiche conservative. Ad esempio, si stanno riprogettando alcune aiuole a partire dalle fonti iconografiche e si sta aggiornando il censimento del patrimonio arboreo, un lavoro di catalogazione e studio che permetterà di avere una mappa aggiornata delle specificità, singolarità e criticità del patrimonio vegetale, in modo da poter organizzare un piano di gestione di respiro pluriennale.







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