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Alla scoperta della magia delle foci del Timavo

Sabato 8 agosto la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione leggera a Duino

Alla scoperta della magia delle foci del Timavo

Nell’ambito del calendario estivo di “Active experience”, promosso dal GAL Carso con il sostegno di PromoTurismoFVG, sabato 8 agosto la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione “leggera” a Duino, sul tema “La magia delle foci del Timavo”. L’uscita, dalle ore 17.10 alle 20, passerà dal bosco della Cernizza, al fiume Timavo e a San Giovanni in Tuba.

Con la naturalista Barbara Bassi e la guida turistica Rina Anna Rusconi si passerà tra boschi, prati, cespugli di scotano, fino alle risorgive del Timavo e all’antica chiesa di San Giovanni in Tuba, in un itinerario ricco di presenze naturalistiche, storiche e con citazioni letterarie. Il percorso è quasi pianeggiante e per tutti, ma si consigliano scarpe con suola antiscivolo.

Ritrovo alle ore 17.10 al Villaggio del Pescatore, al capolinea del bus n. 44, vicino alla chiesa.

E’ richiesta la prenotazione, entro la mattina dell’8 agosto, sulla pagina web https://trieste.green/in-cammino. Quote di partecipazione: interi 10 euro. Dai 12 ai 17 anni 5 euro, gratis i minori di 12 anni (entrambi con adulto pagante). Gratis per i possessori della FVGcard. Informazioni e contatti con la guida alla mail curiosidinatura@gmail.com e al cell. 340.5569374.


La passeggiata, con vari tratti ombreggiati, è paesaggisticamente molto varia: si passerà tra prati, con gli scotani dai frutti colorati, panorami sul mare, e nella lecceta con un sottobosco di pungitopo. Si raggiungerà poi il Timavo, che dopo un tragitto sotterraneo esce in superficie con delle suggestive risorgive. Verranno anche ricordate le esplorazioni fatte per scoprire il corso sotterraneo del fiume, che ispirò miti, leggende e opere di poeti.

Si raggiungerà quindi la chiesa di San Giovanni in Tuba: risalente al 1483, fu edificata sopra una basilica paleocristiana. Sul Carso non c’è luogo più sacro e pieno di memorie del “FonsTimavi” che Strabone, “filosofo del territorio” al tempi dell’Imperatore Ottaviano Augusto, definì “sorgente e madre del mare”. Leggenda e storia si fondono in un paesaggio misterioso, ove corre a tratti la “Via Gemina”, che collegava Aquileia all’antica Tergeste.

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