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Senza impianti è un’altra neve

Le alternative allo sci da discesa. Complici anche le limitazioni per la pandemia, un numero sempre maggiore di appassionati sceglie altre discipline, ma serve un po’ di attenzione in più

Senza impianti è un’altra neve

La parziale chiusura degli impianti di risalita sulle Alpi, riservati soltanto ai tesserati che svolgono attività agonistica, sembra una beffa dopo le abbondanti nevicate che hanno creato scenari fantastici come non si vedeva da molti anni. Eppure, colore della regione permettendo, per gli appassionati degli sport invernali ci sono molte alternative capaci comunque di far trascorrere una splendida giornata all’aria aperta.

Esiste insomma un altro modo di andare sulla neve, sicuramente meno turistico, ma sicuramente appagante, a patto di tenere in debita considerazione alcuni fattori. Non c’è che l’imbarazzo del la scelta quanto a specialità e destinazione: sci alpinismo, escursioni con le racchette da neve (ciaspe o ciaspole), sci da fondo possono essere praticati sostanzialmente sull’intero arco alpino, con livelli di difficoltà differenziati.

Qualsiasi sia la scelta, al termine delle informazioni sull’intinerario troverete sempre e comunque questo consiglio: è buona norma, prima di ogni escursione, consultare il bollettino valanghe al numero verde 800 860377, oppure sui siti www.regione.fvg.it o www.aineva.it e anche presso gli Infopoint di PromoTurismoFvg.

Il perché della ripetizione costante di questo avviso lo spiega Massimo Candolini, esperta guida alpina di Inmont, società che ha sede a Gemona del Friuli e mette a disposizione un gruppo di esperti che propone le proprie iniziative in tutti gli ambiti dell’alpinismo, dalla roccia al ghiaccio, dalle ferrate all’alta montagna, dallo sci alpinismo alle spedizioni extraeuropee: “Non c’è che l’imbarazzo della scelta quando si parla di svolgere attività sulla neve, ma è bene chiarire un concetto: sciare su una pista battuta è un’attività ludica e turistica completamente diversa dallo sci alpinismo, che invece richiede preparazione tecnica e fisica, materiali specifici e si svolge su un territorio concettualmente più ostile in termini di sicurezza. Inoltre un conto è percorrere un percorso battuto e tracciato, un altro seguire itinerari che permettano di raggiungere una cima o, per pochi, fare sci estremo. Dunque chi vuole fare sci alpinismo deve preparare con cura l’escursione, deve curare la sicurezza propria e degli altri compagni dotandosi delle attrezzature adatte e informarsi sulle condizioni meteo e della neve. Stiamo ricevendo molte richieste sia di corsi di sci alpinismo sia di attività di formazione, ma il momento è piuttosto complesso perché l’alternarsi delle norme di prevenzione per la pandemia limita comunque i numeri. Se è vero che aumenta l’interesse a forme alternative di fruizione dell’ambiente innevato è altrettanto vero ciò richiede un certo sforzo fisico anche quando si usano le racchette da neve”.

L’uso delle ciaspole è in genere amato in particolare da chi fa trekking estivo e non scia.

L’attività di cammino può essere graduata da percorsi molto semplici e sicuri dove la preparazione fisica e tecnica richiesta è limitata a itinerari su percorsi molto più lunghi ed estenuanti. Il problema è che non sempre si hanno a disposizione sentieri battuti o ben individuabili e la neve modifica sostanzialmente l’aspetto dell’ambiente rendendo difficile il riconoscimento dell’itinerario perché spesso oltre al fatto che nasconde insidie. Anche una pista forestale facilmente percorribile d’estate può diventare estremamente pericoloso d’inverno. E poi c’è il rischio delle valanghe che possono verificarsi anche nel bosco e rendono indispensabile che ogni escursionista sia dotato di Artva (apparecchio di ricerca travolti in valanga), pala e sonda indispensabili perché se qualcuno viene travolto da una valanga bisogna intervenire e liberarlo entro 15 minuti. È bene che almeno una persona del gruppo di escursionisti, se si scelgono itinerari non battuti, sia competente e sappia dove andare e come muoversi leggendo con attenzione i bollettini sulle valanghe, oltre a conoscere bene il luogo. Altrimenti è meglio affidarsi a guide alpine esperte”. 

Mascherine
Per le chirurgiche, oggetto del desiderio della prima ondata, il prezzo è da tempo calmierato e corrisponde al massimo a 50 centesimi. Le più ambite Ffp2 invece costano tra i 2,5 e i 3,5 euro
Tampone
Novità portata dalla pandemia, il test molecolare per individuare il Coronavirus costa tra gli 80 e i 100 euro se eseguito in strutture private
Gel
Introvabile la scorsa primavera se non a cifre esorbitanti (anche 50 euro), oggi un acone è disponibile mediamente tra i 2 e i 4 euro. Attenzione, però: in etichetta dev'essere indicato 'presidio medico chirurgico'
Saturimetro
Consigliato dai medici per tenere sotto controllo l'andamento della malattia, costano tra i 35 e i 40 euro. Il Ministero della Salute, però, distribuisce 30mila saturimetri gratis a chi è affetto da patologie respiratorie
Alcool
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Farina
Preparare in casa pane, pasta, pizza e torte è diventato uno dei passatempi più diusi. Il prezzo al chilo varia molto in base al tipo e alla qualità del macinato
Surgelati
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Detergenti
I detersivi, in particolare per le piccole e grandi superci, sono stati uno dei beni di consumo più richiesti nel 2020
Vino
Spumanti, champagne, bottiglie speciali e aperitivi, di prezzo medio sopra i 15 euro, sono stati tra i 'generi di conforto' più acquistati, non solo durante le feste
Tinture
dei parrucchieri ha determinato un boom per questi prodotti che, per pochi euro assicurano un risultato soddisfacente
Biciclette
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