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Stagione balneare, ottimismo per la riapertura a maggio

Codognotto presidente dei Sindaci della Costa veneta: "Sulle nostre spiagge lavorano 50mila addetti e il turismo nel nostro Paese è il vero oro nero. Teniamoci pronti che risalire la china si può"

Stagione balneare, ottimismo per la riapertura a maggio

“La notizia di oggi relativa alla riapertura degli alberghi annunciata dal ministro per il turismo Garavaglia, seppure con le dovute cautele, va vista con soddisfazione specie per noi primi cittadini di realtà legate soprattutto all’economia del turismo”. Con queste parole Pasqualino Codognotto presidente dei Sindaci della Costa veneta, coordinatore nazionale G20 Spiagge e primo cittadino di San Michele al T./Bibione esprime il suo “moderato” ottimismo sulla possibilità di partenza della stagione a maggio annunciata dal ministro Garavaglia. Nei giorni scorsi Codognotto aveva scritto nella sua carica di coordinatore nazionale G20 Spiagge (che rappresenta oltre 60 milioni di turisti) al presidente della Repubblica Mattarella e del Consiglio Draghi chiedendo l’apertura delle attività.

“E’ chiaro come sostiene il presidente dell’Iss Brusaferro – prosegue Codognotto – che bisogna agire con cautela, lo stesso professore però resta fiducioso sulle prospettive per la prossima stagione. L’anno scorso i sindaci del litorale veneto hanno ampiamente dimostrato di saper far fronte alla stagione anche in periodi di piena emergenza: siamo stati in grado di adottare tutte le misure previste dai protocolli sanitari per mettere in sicurezza i turisti. Quest’anno le vaccinazioni rappresentano un “alleato” in più e quindi i turisti potranno alloggiare nelle nostre località splendide sul mare in piena sicurezza”.


Codognotto conclude: “La realtà veneziana, in particolare quelle delle località balneari che rappresento, vivono soprattutto grazie al turismo. Un turismo che anno dopo anno è cambiato riuscendo ad andare oltre l’”accoppiata” spiaggia-ombrellone e proporsi al turista con strategie e proposte diverse. In questi giorni economisti ed esperti vari ci dicono che quando sarà passata questa “bufera” dovremmo forse “ripensare” il modo di fare economia. Non dimentichiamo che sulle nostre spiagge lavorano 50mila addetti e il turismo nel nostro Paese è il vero “oro nero”. Teniamoci pronti che risalire la china si può”.



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