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Successo per Castelli Aperti ad Ariis di Rivignano Teor

Oltre mille visitatori hanno varcato i cancelli di Villa Ottelio Savorgnan per vivere una due giorni in un contesto unico ricco di storia, architettura, natura

Successo per Castelli Aperti ad Ariis di Rivignano Teor

Un successo inaspettato e lusinghiero che ha confermato l’interesse, mai sopito, da parte dei visitatori per Villa Ottelio Savorgnan, di proprietà del Comune di Rivignano Teor: oltre mille persone, provenienti anche da fuori regione (Veneto e Lombardia), hanno scelto come meta il Castello di Ariis.

Due giornate ricche di eventi che hanno regalato ai visitatori un viaggio temporale che ha ripercorso tutta la storia del Castello: Massimo, Roberto e Andrea, le tre guide, si sono alternate per accompagnare i visitatori alla scoperta di questo eccezionale sito con una avvincente narrazione storico/architettonica.

“Esprimo gratitudine a tutti coloro che hanno collaborato e soddisfazione per il successo dell’iniziativa a conferma che Villa Ottelio Savorgnan, una volta ristrutturata, potrà essere il volano per lo sviluppo anche economico dell’intero territorio del fiume Stella” ha dichiarato Mario Anzil, Sindaco di Rivignano Teor.

All’ombra della maestosa magnolia, la più grande d’Europa, è stato allestito per due giorni un campo medievale con provetti falconieri, balestrieri, arcieri, suonatori di cornamusa e il Gruppo dei Tamburi di Cividale; banchetti espositivi dove acquistare libri.

Molto partecipati gli interventi di Comelli e Grasselli, realizzati in collaborazione con l’International Committee Romeo and Juliet APS, che hanno fatto sognare sulle ali della storia d’amore più famosa del mondo, i 'nostri' Romeo e Giulietta, e l’appassionante storia della battaglia di Manzano.

Altra gradita sorpresa: nei Magazzini del Sale, la mostra “Studio Visit” dell’artista Marco Petean e curata da Eva Comuzzi e Orietta Masin.

Due giornate ricche, che hanno soddisfatto grandi e piccini, appassionati di storia e amanti della vicenda di Giulietta e Romeo e che hanno lasciato il gusto della (ri)scoperta di un luogo che ha accompagnato la storia del Friuli lungo 500 anni.

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