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Tarvisio: appello per il rifugio tra le nuvole

Neanche quest’anno il Corsi, danneggiato da una tromba d’aria nel dicembre 2017, riapre

Tarvisio: appello per il rifugio tra le nuvole

La Società Alpina delle Giulie fa appello a istituzioni, aziende e anche privati per raccogliere i soldi necessari alla ristrutturazione del rifugio Corsi, gravemente danneggiato da una tromba d’aria nel dicembre 2017, ma già sofferente per la vetustà dell’edificio e per la inadeguatezza di servizi igienici e cucina, e così rimasto chiuso da quella data.

La struttura, di proprietà della sezione triestina del Cai, si trova su un ampio anfiteatro ghiaioso a 1.876 di altitudine ai piedi meridionali del Jôf Fuart in vista del Campanile di Villaco, della Forcella di Riofreddo e della Cima e Forcella Vallone. Si trova in comune di Tarvisio ed è raggiungibile sia dal versante di Cave del Predil sia da Sella Nevea. Dotato di una settantina di posti letto e servizio di ristorazione, è frequentato da tantissimi escursionisti e alpinisti di tutta l’Alpe Adria.

“La sopravvivenza di questa storica realtà – spiega una nota della Società Alpina delle Giulie - è però ora condizionata dal suo radicale restauro. Si tratta di un progetto importante, sia in termini di risorse umane e soprattutto economiche e finanziarie a cui la Società, seppur con la sua ultracentenaria esperienza e presenza nel contesto delle Alpi Giulie, non è in grado da sola a far fronte”.
Sottolineando l’importanza di questa struttura d’alta quota per il turismo del Tarvisiano e della Val Canale, ecco quindi l’appello a “tutti coloro che vorranno mettersi al suo fianco per far ritornare operativo il rifugio Corsi e restituirlo quindi rinnovato e moderno alla collettività”.

La sezione del Cai ha appena lanciato un concorso per idee progettuali, anche valutare attentamente l’opportunità o meno di mantenere per intero la struttura esistente, limitando in tal modo costose demolizioni con relativo trasporto a valle dei materiali di risulta e contemporaneamente verificare la consistenza fondazionale, oggi non nota, del sedime. In ogni caso, il ‘nuovo’ edificio dovrà rispondere a tutti i parametri antisismici.

Si prevede un iter di 3-4 anni per la definizione del progetto con contestuale reperimento dei fondi, richiesta e rilascio di permessi e concessioni, appalti e infine esecuzione dei lavori e collaudi. Nel frattempo il rifugio rimane chiuso.

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