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Trasporto pubblico locale: montagna su 4 ruote

In attesa di un nuovo modello di spostamento su ruote, la Saf pensa di coinvolgere di più le comunità locali e il mondo delle associazioni

Trasporto pubblico locale: montagna su 4 ruote

è ancora in cantiere, ma le linee sarebbero già definite, il nuovo modello di trasporto pubblico locale su gomma in provincia di Udine e in particolare sul territorio montano.Sulle specifiche condizioni del modello, che dovrebbe servire il territorio a domanda debole, come è definito, si è speso Paolo Zaramella, direttore di esercizio di Saf, che opera appunto nel trasporto urbano ed extraurbano in provincia di Udine.

Zaramella ha sottolineato come il 16 per cento dei servizi di trasporto pubblico su gomma coinvolgano i comuni della montagna.
Per questo il nuovo modello allo studio si dovrà basare sul coinvolgimento delle comunità locali e delle associazioni di volontariato e dovrà essere definito in sinergia tra le diverse strutture che erogano servizi attraverso il coordinamento degli orari e delle attività che si svolgono sul territorio. La novità sarebbe coerente proprio con i servizi già presenti e offerti ai residenti. Il miglioramento sarebbe conveniente e vantaggioso per tutti.

In futuro
Il piano dovrà essere studiato in base alle esigenze del territorio. L’obiettivo è infatti coprire le zone che attualmente rimangono scoperte o mal servite. Una soluzione sarebbe comunque integrare il trasporto su gomma con altre modalità come il treno o le due ruote. Questo potrebbe anche razionalizzare i costi e applicare nuove forme tariffarie più vantaggiose e attrattive. L’obiettivo è quello di migliorare la fruizione del teritorio, collegando meglio le aeree a domanda debole con i grossi centri o aree turistiche o con valenza culturale.
“Per cambiare il modello – spiega il direttore Zaramella – bisognerà aspettare l’esito del Consiglio di Stato”. Saf ha vinto la gara, ma Trenitalia ha fatto ricorso.
“Siamo in attesa di risposta.  E comunque, qualunque sia l’esito, ci vorrà un anno, dalla firma del contratto, per la verifica e la programmazione di un progetto”.

Area vasta
Si tratta di una progettualità di area vasta. “Per Saf - spiega il direttore - sarebbe un modello nuovo che non interesserebbe soltanto gli studenti delle scuole, che hanno già linee dedicate che li portano negli istituti di Gemona e Tarvisio o Tolmezzo, per esempio, ma per tutta la popolazione”.
Sarebbe importante, infatti, che nel momento in cui vengono chiusi i servizi nei piccoli paesi della montagna, dal giornalaio al tabacchino, fino al panificio, all’ufficio postale o all’ospedale, le persone, anche quelle più fragili, anziane o malate, avessero la possibilità di muoversi agevolmente sul territorio, per raggiungere quello che manca ‘a casa loro’.

“Si tratta di pendolarità pubblica – conclude Zaramella -. E’ necessario migliorare la vivibilità del territorio per tutti”.
I giovani hanno maggiori possibilità di spostarsi sul territorio. Bisognerebbe pensare a chi non è più nelle condizioni di muoversi agevolmente.

Esempio di alternativa già possibile
Sauris, con le sue tre frazioni (Sauris di Sotto, Sauris di Sopra e Lateis e dalle località La Maina e Velt) che si collocano tra i mille e 1.400 metri sul livello del mare, è il Comune più alto della regione.
Vista la bellezza della natura e l’attrattività dei suoi prodotti eno-gastronomici, dalla birra al prosciutto, che fa a gara col crudo di San Daniele, i turisti percorrono volentieri la salita per una gita o una vacanza in relax.

Gli abitanti, invece, devono fare i conti con la difficoltà dei muoversi ogni giorno.
 Anche se, secondo il sindaco Ermes Petris,  il servizio di trasporto su gomma offerto dalla Saf è soddisfacente, i cittadini avrebbero bisogno di un servizio in più, per spostarsi autonomamente.
E come sempre sono le persone più fragili, anziani e malati, a soffrire di più la mancanza di comodità. ma la soluzione è stata trovata.
“Per cercare di rendere i nostri cittadini più autosufficienti – spiega il primo cittadino – già da tempo abbiamo attivato un servizio di trasporto autonomo rispetto a quello tradizionale”.

Questo, che può definirsi un modello di trasporto alternativo a quello pubblico, ma anche a quello privato, è un servizio che funziona ed è molto apprezzato dai saurani.
Non è pensabile, infatti, che una persona debole, in difficoltà, o non completamente autosufficiente, perché anziana o malata, possa utilizzare un autobus di linea, per spostarsi sul territorio.
“Per accompagnare – spiega Petris – i cittadini più deboli nelle loro commissioni fuori porta, come una visita medica da uno specialista, abbiamo messo a punto un servizio più comodo per tutti. Grazie all’aiuto delle associazioni di volontariato che già operavano sul territorio e all’acquisto di un pulmino attrezzato, abbiamo risolto i problemi della fascia più debole della popolazione”.
Che ora non ha più bisogno di aspettare alla fermata l’autobus di turno.

“Ci siamo resi autonomi – conclude il sindaco – grazie a un pulmino che si muove a chiamata”.
Per esempio, gli anziani si possono organizzare in gruppo, in base alle proprie esigenze, e mettendosi d’accordo anche sulle destinazioni e sugli orari, possono usufruire del ‘passaggio’ del pulmino che da Sauris li accompagna dal medico, piuttosto che dal dentista e garantisce loro il ritorno a casa. (m.l.s.)

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