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Una guida rock per Pordenone

Una guida rock per Pordenone

Itinerari tra visioni d’autore e passeggiate lente con le Top 5 e i luoghi del cuore di artisti e scrittori tra cultura, arte, design

E anche l’ultima provincia del Friuli-Venezia Giulia arriva in libreria: Pordenone una guida - prima guida completa dedicata alla città - distribuita in tutta Italia e on line dal 25 novembre, è l’ultima nata in casa Odòs, prolifica libreria turistica udinese, ed è la numero venti della collana incentro, diretta da Elena Commessatti, ovvero le guide scritte da insider che raccontano le città italiane e l’Italia. Dichiarati stile e contenuti in tutte le uscite: voce rock e anarchica degli autori, libera e anticonformista, che rivela inediti e suggestivi percorsi artistici e letterari, architettonici e gastronomici, narrativi e musicali da sud a nord della penisola. 

A firmare le pagine della bella città del Friuli occidentale – città d’acque già nell’etimologia del nome, attraversata dal Noncello e dentro il territorio del Tagliamento - è la pordenonese Elisa Cozzarini, divulgatrice e narratrice del Triveneto, esperta di ambiente e di fiumi. Racconta e coinvolge il lettore, con spirito indipendente e appassionato, nelle scoperte della propria città rintracciate, approfondite ed elaborate grazie alla sua personale rete di amicizie umane e professionali. Con un sogno intimo che è anche un appello pubblico: “Mi piacerebbe che la città ritrovasse il suo coraggio di innovare e diventasse una piccola Copenaghen”. Questo è il filo profondo delle guide incentro e di “Pordenone una guida”, un viaggio che si muove sulle corde di gusto ed emozione di chi le scrive, con passo contemporaneo e attento.


Le guide incentro sono un lungo racconto dentro un format identico per tutti i numeri, con quattro sezioni principali - Ritratto di città/Visioni d’autore/Passeggiate lente/Il Meglio di – in cui fanno irruzione le “Top 5” dell’autore, in stile Nick Hornby in High Fidelity, e i “luoghi del cuore” di artisti e scrittori che hanno vissuto la città o la vivono, di nascita o d’adozione. Così è l’ultima nata, con il giusto mix tra passato e presente, con gli indirizzi aggiornati imperdibili e le top 5 dello scrittore Tullio Avoledo, della cantante e compositrice Eva Poles, della scrittrice ed editor Lorenza Stroppa, del musicista Teho Teardo e degli organizzatori di Pordenonelegge.

Innovativa ma ricca di memoria, la guida è fedele alla struttura del manuale di viaggio classico, ma con lo sguardo preparato e laterale dell’autrice che ne fa una sorta di quaderno di viaggio. Ecco allora gli otto itinerari proposti che si srotolano, dal centro alla periferia e ritorno, e si aprono come una matrioska a svelare rivoli eccellenti di cultura multicolor: dal più famoso Pordenonelegge al Piccolo festival dell’animazione, dagli internazionali Dedica e Le giornate del cinema muto a Pordenone Docs Fest-Le voci dell’inchiesta; progettualità: nel 1910 fu inaugurata in Comina la prima scuola civile di aviazione italiana, da cui poi si arrivò all’insediamento della base militare di Aviano, e a pochi chilometri, a Spilimbergo, trovano sede la Scuola Mosaicisti del Friuli e il Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF); industria – nell’’800 Pordenone fu definita la “Manchester del Friuli” per lo sviluppo del tessile, fino ad arrivare alla Rex della famiglia Zanussi; design: con i nomi, tra gli altri, di Gino Valle e Luigi Molinis (Rex e Sèleco); personaggi che l’hanno resa grande: nella pittura inseguendo le tracce, tra i tanti, di Giovanni Antonio de’ Sacchis (detto il Pordenone), Michelangelo Grigoletti e Ado Furlan, nella scrittura dialettale Luciano Rocco, naturalmente Pier Paolo Pasolini per giungere ai contemporanei Tullio Avoledo, Irene Cao , Mauro Corona, Gian Mario Villalta; vivace fantasia artistica: da Antonio Zuccheri che ha esposto al Moma, a Emanuele Barison, fumettista autore di Diabolik, Tex, Zagor, al regista e fumettista Giulio De Vita, ricordando che Pordenone è stata la capitale del punk italiana con la band The Great Complotto (citando Ado Scaini: “Pordenone può essere Londra, ma Londra non può essere Pordenone”) e ha visto emergere gruppi come i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Prozac+.

Cozzarini nel suo peregrinare si immerge in storie e aneddoti, leggende e fascinazioni personali che creano percorsi inconsueti e attenti anche al “sentimento” dei luoghi. Felice l’dea degli focus colorati in mezzo al racconto che approfondiscono un personaggio, una vicenda, un percorso alternativo. Da segnalare, tra le escursioni “top” e seguendo una delle anime dell’autrice (“l’interazione tra noi e la natura”), gli itinerari fluviali fuori città, da Pinzano alle pozze di Tramonti di Sopra e dell’Arzino, passando per il sito palafitticolo di Palù.

“Pordenone una guida” si chiude con il “Il meglio di”, un vademecum delle dritte dell’autrice per la cultura e l’intrattenimento, lo shopping e la moda per piccoli e grandi – dall’abbigliamento all’accessoristica, dalla gourmandise ai gioielli, dai giocattoli all’arredamento - il buon mangiare lento e fast con i ristoranti e le osterie, le birrerie e gli street food, i caffè e le pasticcerie che meritano almeno un passaggio. Ricco il cartellone degli eventi e dei festival segnalati dentro e fuori porta, durante tutto l’anno; e preziosi i suggerimenti su dove alloggiare con soluzioni per tutte le tasche.

Le guide incentro hanno formato tascabile, veste grafica accattivante, 16 pagine di fotografie e mappa allegata (42x30 cm) dove sono riportati alberghi e ristoranti/caffè/bar in cui fermarsi (segnalati con un puntino colorato) e ogni passeggiata “lenta” ha un close-up sulla parte della piantina da consultare.

Le guide incentro sono distribuite da ALI in tutte le librerie italiane, vendute direttamente dal sito www.odos.it e nelle librerie online.

I 20 titoli pubblicati ad oggi: Bari, Bassano del Grappa, Bologna, Cividale del Friuli, Ferrara, Genova, Gorizia e Collio, Mantova, Matera, Padova, Palermo, Parma, Pordenone, Ravenna, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Viterbo e la Tuscia.
Gli autori sono quasi tutti under 40, indigeni o “adottati”, spesso di ritorno nelle proprie città dopo avere vissuto altrove, in Italia e all’estero, forti di uno sguardo laterale ed eclettico, sensibile ed internazionale.

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