“La possibile fusione fra Confidi Friuli e Fidi Imprese & Turismo Veneto, annunciata ieri e benedetta dall’assessore Bini, rappresenta l’ennesimo tassello di un disegno che mira in modo evidente a togliere potere decisionale al territorio regionale e, in particolare, al Friuli”.
Lo sottolinea in una nota il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Massimo Moretuzzo, aggiungendo che “non si tratta di campanilismo o di rivalità da stadio: è chiaro che il soggetto che dovrebbe nascere dalla fusione sarebbe totalmente sbilanciato verso il Veneto, con il peso decisionale delle componenti che afferirebbero a quel territorio nettamente superiore a quello della componente friulana”.
“Purtroppo – prosegue l’intervento – non sorprende la reazione di immediata soddisfazione dell’assessore Bini, che continua a dimostrare la sua totale indifferenza ai destini del sistema economico e industriale friulano. Ne abbiamo avuta chiara dimostrazione in occasione del dibattito sul possibile insediamento siderurgico in Aussa-Corno, quando ha dichiarato apertis verbis che non ha alcuna intenzione di finanziare gli investimenti infrastrutturali necessari a mettere in sicurezza quella zona industriale. Anche in questa vicenda, dunque, si schiera apertamente con coloro che puntano a marginalizzare le realtà produttive friulane, come si è visto in modo chiaro in occasione delle nomine nella Giunta della Camera di Commercio di Udine e Pordenone con l’esclusione di Confindustria Udine”.
“Se è vero che c’è la necessità di rafforzare il sistema dei Confidi regionali, perché non ragionare in primis sulla fusione fra Confidi Friuli e Confidimprese Fvg? Il tessuto imprenditoriale friulano – conclude Moretuzzo – ha la capacità e la forza di fare sistema e affrontare le sfide che ci attendono. In questo percorso la Regione deve svolgere il suo ruolo di supporto e sfruttare tutti gli spazi che ci vengono concessi dallo Statuto di Autonomia, senza benedire iniziative che vanno in direzione opposta all’esercizio della specialità regionale”.