“L’attacco alle istituzioni, gli scontri con le forze di Polizia, gli episodi di violenza e vandalismi oggetto delle manifestazioni del 9 ottobre e Roma richiedono (ai sensi della XII disposizione transitoria della Costituzione e la “legge Scelba”) lo scioglimento dei gruppi neofascisti come Forza Nuova, protagonisti degli assalti alla sede della Cgil. La loro strumentale presenza tra i movimenti novax ha più volte, in questo periodo, creato situazioni che non possono essere accettate: su questo la politica dovrebbe prendere, senza ambiguità, una posizione netta. Il centrodestra in questa regione ha scelto invece di lavarsene le mani, facendo perdere al Fvg un’occasione per affermare i valori della democrazia e lo spirito antifascista sui quali si fonda la nostra Costituzione”. Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Fvg, Diego Moretti, primo firmatario di una mozione discussa e respinta oggi in Aula, attraverso la quale tutti i consiglieri del Partito democratico e quelli di opposizione impegnava la Giunta regionale a richiedere al Governo di dare seguito al dettato Costituzionale e sciogliere Forza Nuova e tutti i movimenti di ispirazione neofascista “che anche in questo momento storico stanno contribuendo alle violenze che si sono registrate non solo nella capitale”.
“Quello che è accaduto a Roma il 9 ottobre è l’ennesimo grave episodio sul quale le forze politiche non possono essere ambigue. Il Fvg, con la costituzione della Libera Repubblica della Carnia o con la costituzione delle prime Brigate Proletarie all’interno dei cantieri navali di Monfalcone ben prima dell’8 settembre 1943, ha rappresentato un’avanguardia nella storia dell’antifascismo italiano, pagando un doloroso tributo in termini di morti, feriti, deportati affinché anche le nostre terre venissero liberate dalla dittatura fascista. A questo il centrodestra oggi ha scelto di voltare le spalle, con i consiglieri totalmente silenti durante il dibattito e con la Giunta che ha motivato strumentalmente la propria contrarietà a una mozione che non chiedeva altro se non l’applicazione di una previsione della nostra Costituzione”.
“Anziché concentrarsi su un singolo episodio, riteniamo sia opportuno effettuare una riflessione complessiva che non si presti a strumentalizzazioni politiche”. Lo dichiara, in una nota, il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Mauro Bordin, che esprime “disappunto per la decisione del Pd di non ritirare la mozione e di rifiutare la proposta di un tavolo di confronto dove elaborare una mozione comune a tutti i Gruppi consiliari”.
“Sarà premura dei Gruppi di maggioranza – conclude Bordin – presentare una mozione unitaria, che apriremo al confronto con la minoranza, per giungere a una condanna unanime di tutti i totalitarismi e comunque di tutti coloro che si dovessero rendere colpevoli di episodi di violenza”.